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Calcio. Svelato il giallo del gol di Turone dal moviolista Carlo Sassi: “Era in fuorigioco”

Pubblicato il 19 marzo 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour

DAL GOL DI TURONE A SFOTTO' DI TOTTI,AMARCORD DI UNA CLASSICAUn altro mistero italiano che a distanza di oltre trent’anni continua a far parlare di sé. Rivelazioni sconvolgenti che adesso possono cambiare e alimentare un dibattito che, ci scommettiamo, dividerà di nuovo l’Italia. Stavolta, però, non c’entra Ustica, nemmeno Gladio, neanche lo stragismo né tantomeno Mitrokhin ed il suo dossier. E’ stato l’inventore della moviola Carlo Sassi a lanciare una bomba su uno dei temi più scottanti e controversi italiani, l’annullamento del gol di Maurizio Turone in quel famigerato Juventus-Roma del 10 maggio di 32 anni fa.

Il giornalista Rai, ai microfoni di Radiodue, ha fatto una clamorosa rivelazione: il ‘verdetto’ relativo alla validità sulla rete del difensore giallorosso – annullata dall’arbitro Bergamo per offside su segnalazione del guardalinee Sancini dopo l’iniziale convalida – fu addomesticato. Sassi ha detto chiaramente che il giudizio della moviola venne ‘acchittato’: la rete era nettamente in fuorigioco, la moviola mentì sapendo di mentire.

Quindi, dopo più di trent’anni, rischia di scombussolarsi la vulgata su uno degli episodi che ha scritto la storia del calcio italiano e che negli anni è diventata la giustificazione di una lunga serie di luoghi comuni e sfottò tra tifoserie, dalla Rubentus fino ai ‘piagnoni’ giallorossi, ma si è impresso a fuoco nel ritratto di un’intera epoca.

Si aggiunge un nuovo e spinosissimo capitolo alla saga iniziata sul prato di Torino, proseguito con lo scudetto «per questione di centimetri» del presidentissimo Dino Viola e il dono del metro a quest’ultimo da parte di Giampiero Boniperti.

Il gol-fantasma di Turone è entrato nell’immaginario collettivo come il simbolo della prevaricazione dei forti e aristocratici sui deboli e popolani (sponda anti-Juve) oppure della scarsa sportività e dell’eterna recriminazione di chi non accetta che essere vincenti non è questione di episodi (sponda bianconera). Ma ci è entrato pure come simbolo di un’epoca grazie ad episodi e racconti di personaggi (vedi Renato Vallanzasca) che nel bene o nel male sono diventati icone di un periodo storico italiano.

Di Giovanni Vasso

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