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Il caso. A rischio 600 lavoratori di Almaviva a Catania. La protesta: “Delocalizzare è tradire”

Pubblicato il 19 marzo 2013 da Fernando Adonia
Categorie : Politica

cataniaNuova crisi occupazionale sul territorio siciliano. Ennesima tappa del progetto di delocalizzazione che sta impoverendo il tessuto nazionale. O almeno così temono i lavoratori dell’Almaviva. Siamo a Misterbianco, in provincia di Catania. L’area commerciale per eccellenza del territorio etneo. L’Almaviva Conctat Spa opera su tutto il territorio nazionale, offrendo servizi di call center a vari gestori di telefonia mobile. Il più importante è Vodafone. In dubbio, oggi, c’è la sopravvivenza della filiale catanese. Un “polo di eccellenza”, a detta dei lavoratori. Una realtà che, da sola, fattura più del 50% dei contratti a livello nazionale. La crisi di questi giorni è determinata appunto dalla volontà di Vodafone di far cessare la gestione delle attività affidate ad Almaviva nel territorio misterbianchese in favore della filiale di Pozzuoli, per poi – stando sempre a quando riferiscono i dipendenti – “trasferirle in Romania e Croazia”. Una scelta che, secondo i sindacati, provocherebbe un esubero strutturale di più di 600 lavoratori già stabilizzati.

Nella giornata di ieri si è tenuto un tavolo congiunto a Roma tra le rappresentanze sindacali, i vertici di Almaviva e la board di Vodafone. Secondo quanto fatto trapelare dai rappresentanti dei lavoratori “la compagnia telefonica si è dimostrata disponibile al confronto e si è dichiarata – ha spiegato Davide Foti, segretario provinciale della Slc CGIL – sensibile agli appelli dei call center Almaviva. Gli esuberi sono ufficialmente 400, ma da suddividere tra la Sicilia e la Campania. Questa novità – continua il segretario provinciale – ci offre la possibilità di aprire nuovo spazi di trattativa e di tentare la carta degli ammortizzatori sociali da contrapporre ai licenziamenti. Nei prossimi giorni ci incontreremo con Almaviva per definire i termini della nostra controproposta”.

In contemporanea all’incontro, le sigle sindacali hanno organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede di Almaviva a Misterbianco. Presenti pure i rappresentati dell’Ugl. “Ormai da giorni tutte le OO.SS. si sono mobilitate in merito alla delicata questione – lo ha detto Stefano Mudanò segretario giovanile del sindacato guidato da Giovanni Centrella – ma c’è da ricordare che la nostra sigla da più di due anni parla del problema delocalizzazioni, problema che a livello politico-istituzionale è stato preso totalmente sotto gamba sia dal governo regionale, ma soprattutto dal governo nazionale”.

Fuori dal coro dei sindacati, hanno espresso la loro solidarietà ai dipendenti Almaviva gli attivisti dello Spazio Libero Cervantes. “Delocalizzare è tradire”, erano queste le parole dello striscione che gli animatori del centro non-conforme catanese hanno esposto davanti all’entrata dell’azienda. A spiegarne il motivo è Gaetano Fatuzzo che ha riferito: «Abbiamo sempre condannato ogni politica economica che punti a delocalizzare il lavoro produttivo all’estero, ricattando – ha aggiunto- sostanzialmente i lavoratori italiani ad accettare stipendi da schiavi e avere come unica alternativa la perdita del posto di lavoro».

http://www.youtube.com/watch?v=hp8-CqFDFAc

Di Fernando Adonia

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