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Isis. L’analisi di Buttafuoco: “Il califfo fa la guerra contro i musulmani e contro Dio”

Pubblicato il 8 aprile 2015 da Alcides Ghiggia
Categorie : Esteri Libri Politica

Pietrangelo_Buttafuoco“Il fanatismo ideologico si è impossessato di un’identità. I fanatici religiosi ammazzano i musulmani per stabilire l’egemonia all’interno della comunità islamica, noi ci prestiamo al loro gioco quando li chiamiamo musulmani e diffondiamo i loro video”. Al tempo dell’Isis, delle decapitazioni on-line e degli assalti a pensionati inermi, studenti pacifici e redazioni giornalistiche, Pietrangelo Buttafuoco invita l’Occidente a non fare il gioco dei terroristi. Di chi, sovrapponendosi mediaticamente a tutta una comunità composta da oltre un miliardo di persone, cerca di calare l’Opa su tutto l’Islam. Dinamiche di un conflitto pericolosissimo, per tutti, che Buttafuoco tratta nel suo ultimo libro, “Il Feroce Saladino” edito da Bompiani.

L’Isis è un pericolo vero, per Buttafuoco. C’è da fare un distinguo fondamentale, però. il califfo Al Baghdadi non è nemmeno parente alla lontana, secondo il giornalista e scrittore siciliano, ai credenti ai devoti del Libro Sacro. “Lo scontro in atto – ha spiegato in un’intervista rilasciata all’Adn-Kronos –  è una guerra tra il sacro e il nichilismo, i terroristi islamici fanno parte del fronte nichilista, chi uccide mette in atto un progetto nichilista. E’ chiaro quanto scritto nel Corano: chi assassina anche un solo uomo offende Dio. La guerra in atto è una guerra metafisica, uno scontro nichilista in cui l’unica prospettiva è annientare la presenza di Dio nell’uomo”. In parole povere i sedicenti teocratici del Levante stanno lavorando per spodestare Allah, consegnandolo alla secolarizzazione più arida.

La questione, soprattutto dopo l’attacco al Museo del Bardo a Tunisi, investe direttamente l’Italia. Perchè, nonostante siano in molti a dimenticarlo, il nostro Paese resta il centro del Mediterraneo. Se non politicamente, almeno geograficamente. E così è naturale, per l’Italia, rivestire il ruolo di porto, crocevia, agorà comune tra Europa e Vicino Oriente: “La centralità del Mediterraneo coincide con l’identità dell’impero del continente euroasiatico – afferma Buttafuoco – le religioni rappresentano il vincolo che nei millenni ha saldato questo legame. Bari è ad esempio la città in cui è approdato il culto ortodosso russo, e non si può negare che Palermo sia la città delle cento moschee”.

Può davvero Roma, sopravvissuta alle calate dei barbari, ai saccheggi dei Lanzichenecchi, all’incuria del presente, temere le orde nere del sedicente califfo?: “”Sì – risponde lo scrittore – se fanno testo le immagini a cui abbiamo assistito della processione sulle spiagge libiche dei 21 cristiani copti egiziani, rapiti a capodanno nella città di Sirte bisogna imparare la geografia per capire la realtà delle cose”. E poi aggiunge: “La Sicilia corre dei rischi la peste terroristica si fa forte della contaminazione ideologica che cammina sulle gambe di una grande bomba, l’esplosione demografica. Nella violenza dei terroristi non c’è niente di religione, ma pura ideologia”.

@barbadilloit

Di Alcides Ghiggia

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