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L’inchiesta. Tra caos elettorale e burocrazia s’è smarrita la riforma della Sanità…

Pubblicato il 16 marzo 2013 da Fabiana Tonna
Categorie : Scritti

corsia-ospedaleLa burrascosa campagna elettorale degli ultimi mesi ha spostato l’attenzione politica lontano dalle riforme e ha messo nel “dimenticatoio” molte leggi e provvedimenti già approvati, lasciandoli in una situazione di stallo in fase attuativa. Un esempio? A quattro mesi dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (10 novembre 2012) la riforma della Sanità, la cosiddetta Legge Balduzzi è ancora ai nastri di partenza. Nel silenzio generale, sono molti i provvedimenti applicativi non ancora emanati (alcuni scaduti, altri da adottare entro i primi sei mesi del 2013) che la rendono di fatto inattuabile in molte sue parti.

La legge, che a detta di molti avrebbe dovuto “rivoluzionare”  profondamente la struttura sanitaria nazionale, riavvicinato la sanità ai cittadini portando il medico di base h24, introducendo nuove prestazioni convenzionate e rendendo il sistema più efficace e trasparente, rischia di fatto di restare lettera morta.

Per la sua concreta e completa applicazione, infatti, mancano rispettivamente: (due) accordi e (tre) intese tra Stato e Regioni, (quattro) decreti ministeriali, un decreto del Presidente della Repubblica, (quattro) decreti della presidenza del consiglio, un provvedimento regionale e l’accordo Regioni – Sindacati  sulle cure primarie. Tutto questo ha reso, non solo la riforma sanitaria, ma tutte le principali norme che il governo Monti ha emanato nell’ultimo anno in tema di sanità (Spending Review, Legge Stabilità), in fase di stallo. Bloccate.

Nel dettaglio all’interno della Legge Balduzzi sono ancora da adottare numerose norme, alcune “fondamentali”: l’art 1 comma 7 sugli accordi collettivi nazionali (la riforma delle cure primarie, uno dei punti cardine della riforma) che dovrà essere emanato entro il 10 aprile 2013 (sei mesi dopo l’entrata in vigore della legge) dal ministro della Salute di concerto con il ministro dell’Economia, sentita la Conferenza delle Regioni e i Sindacati; l’art 2, relativo all’esercizio dell’attività professionale Intramoenia, ancora da organizzare nonostante l’importanza della norma e la già raggiunta intesa tra Stato e Regioni; l’art 3 comma 4 relativo alle Responsabilità professionali in cui manca il decreto del Presidente della Repubblica, e l’art 4 comma 3b sulla valutazione dei Direttori Generali per la mancanza del via libera delle Regioni; l’art 5 comma 1 e 2 relativo agli aggiornamenti dei Lea (livelli essenziali di assistenza), uno dei punti più importanti della riforma, fermo per la mancanza di due DPCM (il decreto è stato presentato nei tempi dal Ministero della Salute ma è fermo al ministero dell’economia); l’art 8 comma 16, relativo alle bevande alcoliche, bloccato per la mancanza del decreto del ministro della Salute; l’art 14 comma 12 sui criteri di classificazione degli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) immobile per l’assenza di due decreti ministeriali; restano infine ancora pochi giorni (la scadenza è 31 marzo 2013) per l’adozione di più DPCM per l’art 15 sui trasferimenti delle funzioni di assistenza al personale navigante.

Riguardo i provvedimenti della Legge di Stabilità restano ancora fermi : l’art 1 comma 86 relativo al trasferimento delle competenze che dovrà essere adottato entro il 30 aprile 2013;  l’art 1 comma 391 in materia di ludopatia la cui norma è stata rinviata al 30 giugno 2013; l’art 1 comma 340 relativo alla donazione e trapianto degli organi e l’art 1 comma 344 sulla farmacovigilanza per mancanza di due decreti ministeriali.

E non finisce qui. All’interno della “Spending Review” troviamo: l’art 15 comma 2 relativo alla revisione del sistema di remunerazione della filiera distributiva del farmaco, la cui adozione era prevista entro il 1 gennaio 2013 ma che ha avuto una proroga  al 30 giugno (e possibilità di ulteriore slittamento al 31 dicembre 2013); l’art 15 comma 13 lett c per la definizione degli standard di assistenza ospedaliera, che doveva essere adottato entro il 31 ottobre 2012  previa intesa tra Stato e Regioni, ma il provvedimento posto all’ordine della Conferenza stato Regioni del 24 gennaio e del 7 febbraio non è stato trattato; l’art 15 comma 25 ter sull’attuazione dei costi e fabbisogni standard ma il 22 novembre 2012 in conferenza Stato Regioni è stata espressa la mancanza di intesa sul decreto relativo all’individuazione dei criteri per le Regioni di riferimento.

A più di tre settimane dal risultato elettorale più complicato degli ultimi decenni è arrivato il momento di guardare cosa è stato lasciato indietro e ricominciare dando un colpo all’acceleratore. Il rischio e l’impasse legislativo. E la salute degli italiani.

Di Fabiana Tonna

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