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Primo giorno dei grillini in Parlamento: la riscossa dei bulletti dell’ultimo banco

Pubblicato il 15 marzo 2013 da Antonio Rapisarda
Categorie : Politica

grillini-in-parlamentoSi siedono, come i monelli al primo giorno di scuola, all’ultimo banco delle Aule parlamentari. Un gesto tattico-mediatico di una certa efficacia quello dei grillini, non c’è che dire. Sanno bene, del resto, che sono loro le vere star della giornata (anche in negativo, come la storia delle lauree “presunte” di Marta Grande). Tutto questo perché lo stallo per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, dato che tutti gli altri (per incapacità suicida di trovare un accordo politico tra i partiti) tranne loro votano scheda bianca, non autorizza a cercare chissà quale altra notizia in questa prima, strana, mattinata di Terza repubblica.

E loro, da bravi monelli, chiamano “Operazione fiato sul collo” la scelta di stare letteralmente sopra i partiti, nell’emiciclo di Montecitorio. Come rafforzativo arrivano le foto postate su facebook con un apriscatole poggiato sul banco dell’Aula a mo’ di «apriremo quest’Aula come una scatoletta di tonno», e l’immancabile didascalia postata con l’istantanea della Camera al grido di «arrendetevi siete circondati». L’immaginario grillino non si esaurisce di certo qui. Non potevano mancare le foto di gruppo con la bandiera “No Tav”, le cravatte (bloccate dai commessi) con su scritto “No carbone”, e poi i piercing, le borchiette (ma anche il tailleur), le sneakers ai piedi.

Non si risparmiamo, in queste prime ore, nemmeno le polemiche targate 5 Stelle. «Non sprechiamo tanta carta per votare» dice un’eletta. E scatta anche il dibattito sui prezzi della buvette («sono ancora bassi»), con tanto di discussione sulla rete. Stesso discorso per il caffé che alla Camera «costa 75 centesimi» e la sala fumatori che fa entrare fumo dentro «e così ci verrà il mal di gola in due giorni». A far arrabbiare i grillini, poi, ci si mette anche l’abc: «Maledetto alfabeto – lamenta un deputato – dopo di me avrò sempre Scilipoti».

L’ingresso di tanti neoparlamentari del Movimento 5 Stelle, insomma – molti giovanissimi, tante donne e come possiamo vedere tutti iperconnessi e stra-muniti di tablet, smarphone e telecamerine – ha portato un’innegabile iniezione di vivacità e un certo clima da “laica inquisizione” in Parlamento. In attesa di capire di che cosa sono capaci di fare, per il momento non si può dire altro che sono tutti molto digitali questi grillini, molto indignati, decisamente entusiasti di poter finalmente controllare, fustigare, inchiodare gli odiati eletti dal popolo alle loro responsabilità. Per la vecchia casta, a quanto pare, “la ricreazione è finita”. A dirlo già al primo giorno di scuola – e in un vero e proprio capovolgimento di fronte – sono quelli lì, quelli dell’ultimo banco…

Di Antonio Rapisarda

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