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Calcio. Il gigante Messi stende il Milan. Che recrimina per il palo colpito dal piccolo Niang

Pubblicato il 13 marzo 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour

niang-barcellona-milanIl Barcellona strapazza il Milan al ‘Camp Nou’ e spedisce fuori dalla Champions’ i rossoneri di Allegri. Quattro gol, più uno – quello dell’ex Udinese Sanchez – annullato per fuorigioco, quattro pappine che ridanno fiato alle trombe catalane e sembrano scrivere la parola fine sulla crisi di risultati del Barça.

Un punteggio netto e deciso che fa da prologo all’ennesimo coro adorante verso Leo Messi, santo patrono del calcio, protettore dei diritti tv, già canonizzato da quattro Palloni d’oro messi in fila. Però, io sto con Niang.

Il calcio ha regalato un’altra delle sue lezioni più amare, stavolta a farne le spese è stato proprio lui, un ragazzino, M’Baye Niang, nato nel dicembre ’94, vale a dire poco più che 18enne. Se fosse entrata, quella maledetta palla che invece si è stampata sul palo, sarebbe stato lui l’eroe della serata, forse dell’anno. Invece niente, il lungagnone franco-senegalese l’ha mandata su quel maledettissimo palo. Ed ora c’è già chi lo vorrebbero trasformare in uno dei simboli della disfatta del Diavolo a Barcellona. Si aprirà il solito processo ma mettere Niang sul banco degli imputati servirà proprio a poco, anzi a niente.

La colpa di questa disfatta sta piuttosto nell’atteggiamento tenuto dai rossoneri, sicuramente troppo fiduciosi nelle proprietà anti-tiquitaca del  buon vecchio catenaccio e ovviamente troppo poco ‘europei’ per affrontare una gara con il Barcellona con la stessa mentalità provinciale che sarebbe stata legittimata ad avere la Pro Sesto (con tutto il rispetto) e non il club che si autodefinisce ‘il più titolato del mondo’.

Adesso è andata, Messi può sognare di vincere il suo quinto Pallone d’oro e bearsi della scultura aurea del suo piede sinistro comparsa in Giappone.

In fondo vincono sempre loro, i potenti.

Niang però rimane lì, con tutta l’umanità di un ragazzino che ci ha provato a buttare i giganti nella polvere. Ma non gli è andata bene. Ha gettato una pietra, non è mica detto che debba sempre andare a colpire in fronte Golia. Avrà tutto il tempo di aggiustare la mira..

 

@giovannivasso

Di Giovanni Vasso

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