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Calcio. Zamparini a Palermo e Cellino a Cagliari. Non è una serie A per presidentissimi…

Pubblicato il 11 marzo 2013 da Vito Chimenti
Categorie : Corsivi Pallone mon amour

cellino_zampariniPalermo, un piede nella fossa; Cagliari, tre squilli nel silenzio assordante dello stadio maledetto ‘Is Arenas’. Non è un campionato per presidentissimi, questo. A Palermo, il patron Maurizio Zamparini è partito con ambizioni europee e si ritrova sommerso dalla contestazione dei tifosi rosanero, stanchi e umiliati da una squadra che sul campo si dimostra imbelle e deficitaria. Il Siena viola il ‘Renzo Barbera’ (1-2 condito da fin troppe ingenuità dei siciliani) e condanna i ragazzi di mister Gian Piero Gasperini. Un piccolo appunto sull’ex fantasista del Pescara in A ai tempi del mitico Leo Junior ora allenatore: da quando gli è stato affibbiato il nomignolo ‘Gasp’, come l’esclamazione di paura e sgomento nei fumetti, lo ha sempre onorato in pieno: praticamente non glien’è più andata bene una.

A Cagliari, il presidente Massimo Cellino, dai domiciliari ad Asseminello, è costretto a sapere che un’altra partita è stata disputata a porte chiuse. Senza tifosi – come il calcio che sogna qualcuno, lassù ‘in the Sky’ – e senza risposte dalle istituzioni. Prima del match contro la Sampdoria i calciatori rossoblù hanno protestato contro le non decisioni, illogiche del Comune sardo, che hanno caratterizzato quest’altra domenica bestiale a Quartu Sant’Elena. “Figli di un dio minore” scritto sulle casacche da riscaldamento indossate dalla truppa del mister Ivo Pulga, è l’unico messaggio che è stato consegnato alla stampa accreditata all’Is Arenas. Poi tre gol di Ibarbo, Sampdoria domata e tutti a casa.

A Palermo Zamparini da settimane dice che vuol vendere perché è stanco. Lo ha spiegato persino a Radio 24. Però non sembra avere nessuna intenzione di cedere il club rosanero. Ed i tifosi non ne possono più e vogliono la sua testa.

A Cagliari Cellino da settimane è invischiato in una vicenda giudiziaria, relativa all’Is Arenas, che lo ha portato agli arresti domiciliari. Da qualche giorno ha lasciato una struttura di Terramanna– che i suoi legali hanno definito ‘simile ad un lager’ – a favore di un centro sportivo di Assemini. Ed i tifosi chiedono la sua scarcerazione.

Da ogni lato lo si guardi, questo non è proprio un campionato per presidentissimi…

Di Vito Chimenti

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