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Calcio. Se si ferma Cavani, il Napoli arranca. La Juve allunga. De Laurentiis smobilita?

Pubblicato il 11 marzo 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour

cavani_rigore_sbagliatoSenza i gol di Edison Cavani, il Napoli non riesce proprio a combinare niente. Il Chievo segna due volte e resiste agli attacchi forsennati degli azzurri che sprecano pure un calcio di rigore. Mazzarri recrimina, i tifosi pure, la verità però la conoscono tutti: senza i gol del centravanti uruguagio il Napoli non va proprio da nessuna parte. E mentre la Juve ne approfitta, cogliendo una vittoria che vale doppio contro il Catania, per lanciarsi in vetta a più nove, ormai quasi imprendibile, anche il Milan comincia a fare davvero paura in chiave Champions’ League.

Ma ciò che devono temere i tifosi del Napoli non è altri che il loro stesso ‘presidentissimo’ Aurelio De Laurentiis. Gira aria di malcelata smobilitazione, o meglio di ‘monetizzazione’ in casa azzurra. Le chiacchiere cui l’aggressivo entourage societario deve far fronte sono praticamente infinite: il primo a partire potrebbe essere proprio Edison Cavani, diretto verso un club di risonanza europea (espressione ipocrita per ingentilire società con sceicchi o magnati russi alle spalle). Un indizio pesante che lascia rafforzare quest’ipotesi sarebbe l’opzione del talentino sampdoriano Icardi. A seguire potrebbe lasciare la panchina napoletana il tecnico Walter Mazzarri. In pratica l’artefice del miracolo partenopeo dovrebbe andar via. Gli viene contestato di non essere riuscito a dare gioco ad Hamsik e compagni – ed in realtà è vero che senza i gol di Cavani la squadra è ferma come una Ferrari senza benzina -, è finito sotto accusa per aver snobbato l’Europa League; in più l’avventura sulla panca del Napoli l’ha sfibrato e ne ha messo a serio rischio la stessa salute, come dimostrano mancamenti e ricoveri delle scorse settimane.

Con un cambio alla guida tecnica, a Napoli si dovrebbe iniziare a parlare di rifondazione di un ciclo, interrotto – qualora ciò si concretizzerà – per necessità di cassa. Se vanno via l’allenatore ed il terminale offensivo, cosa vieta alla società di cedere altri pezzi pregiati? In fondo, De Laurentiis, ha sempre dimostrato una particolare simpatia verso il modello Udinese..

Di Giovanni Vasso

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