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Calcio. Dietro la batosta dell’Inter la giostra di Moratti: via i campioni per troppi brocchi

Pubblicato il 8 marzo 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour

Batosta continentale per l’Inter che viene, virtualmente,  spedita fuori dall’Europa dal Tottenham. Bale e compagni maramaldeggiano su quella che Moratti ha trasformato nell’icona italiana del calcio ‘usa e getta’ che nel nome del sensazionalismo economico-mediatico ha avuto l’ardire di presentarsi a Londra indossando una scandalosa divisa tutta rossa. A nulla è valsa – in estate – la protesta dei tifosi nerazzurri che facevano notare al presidente ed allo sponsor tecnico che quel colore appartiene agli odiatissimi ‘cugini’ del Milan. E la vendetta del tabù violata non è tardata a venire.

interIn fondo, la parabola discendente dell’Inter, è completamente fisiologica per una squadra che ha tentato i primi passi verso la costruzione di un nuovo corso. Ma Moratti, che non è esattamente un emblema di pazienza, sarebbe intenzionato a rivoluzionare di nuovo lo spogliatoio. A cominciare da Antonio Cassano, che con mister Andrea Stramaccioni ha litigato di brutto. Per finire all’epurazione dei giovani acquistati un po’ qua e un po’ là dalla dirigenza interista. Che brutto, però. L’unica tradizione che Massimo Moratti pare in grado di rispettare è quella di trasformare (quasi) tutto ciò che tocca in cenere. Arrivano campioni e se ne vanno brocchi. Da almeno dieci anni. L’elenco è sterminato: Adriano, Quaresma, Maniche, Van der Meyde, Cannavaro, Robbie Keane, Van der  ed oggi potrebbero seguirne le orme Jonathan, Pereira ed Alvarez. Un fatto che dovrebbe catturare l’attenzione dei sociologi più che della stampa, sportiva e non. Il calcio ‘usa e getta’ si nutre di sé stesso e distrugge vite, carriere e rapporti. Chi l’avrebbe mai pensato che l’Inter potesse diventare una metafora della società di oggi?

Di Giovanni Vasso

Una risposta a Calcio. Dietro la batosta dell’Inter la giostra di Moratti: via i campioni per troppi brocchi

  1. .Parlo da interista deluso ma in fondo anche abituato a questi rendimenti molto altalenanti……….Fermo restando che anche gli infortuni anche dei giocatori piu’ rappresentativi della squadra hanno avuto comunque il loro peso e non da poco ( Samuel prima e poi quelli di MIlito e Nagatomo) mi chiedo come mai due giovani talenti cosi’ virtuosi e promettenti come Poli e Faraoni si siano lasciati scappare cosi’ presto. Faraoni e’ in prestito ma tutti i giovani riscossi dall’Inter dopo un prestito sono stati immediatamente ceduti nel corso dell’anno (unica ecezione Jonathan…..ma vedrete che la sua militanza in nerazzurro durera’ poco) e poi perche’ cedere Coutinho cosi’ giovane, con ancora tantissime potenzialita’ da esprimere??…ed infine Scheneider???……posso capire anche cederlo all’inizio del campionato, ma perche’ disfarsene proprio nel momento in cui era possibile una sua ripresa e proprio quando ne avevamo urgente necessita’???.
    Infine una considerazione sugli attaccanti presi: sono anche buoni, si impegnano, hanno pure del talento (alcuni) ma non ci si poteva accorgere tre-quattro anni fa…….appena terminato il periodo della triplete(2010)??. Rocchi era veramente un buon giocatore, ma gli anni passano per tutti e adesso a trentasei anni non e’ certo in grado di rimpiazzare un Coutinho e nemmeno un Milito che pur avendo la sua eta’ ha fisico e carica di un ventenne…….
    e dire che COutinho era gia’ in squadra pronto solo per dimostrare le sue qualita’!. Bravi, complimenti per la scelta, Cari Moratti e Branca!

    Agostino

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