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La lettera. Renzi libera Greta e Vanessa ma abbandona Berardi in Guinea

Pubblicato il 29 gennaio 2015 da Francesco Vozza*
Categorie : Parola ai lettori

roberto-berardiCaro Barbadillo,

sulla storia del riscatto pagato ai terroristi islamici per la liberazione delle due volontarie italiane, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, il nostro governo continua a non dare spiegazioni chiare all’opinione pubblica; eppure si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui la Farnesina avrebbe sborsato ben 12 milioni di dollari ai rapitori.

Già di per sé questo fatto non rende per nulla onore a Renzi ed al suo entourage: infatti pagare un riscatto del genere potrà essere soltanto un incentivo a nuovi rapimenti, senza considerare che trattare e per di più cedere alle richieste di veri e propri assassini sanguinari è una vergogna per l’Italia intera ed un favore al terrorismo, che con quei 12 milioni comprerà nuove armi da impiegare per la jihad.

Fin qui tutto già risaputo. Peccato che i media si siano dimenticati del fatto che da quasi due anni ormai un nostro connazionale, Roberto Berardi, sia detenuto in Guinea Equatoriale, in un carcere che somiglia di più a un lager, per un crimine che non ha commesso, sol perché si è ritrovato al centro di uno scandalo finanziario in cui era coinvolto anche il figlio di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, il potentissimo dittatore di quel paese. Berardi era un brillante imprenditore che in Africa aveva costruito strade, ponti, dighe e palazzi, creando tantissimo lavoro per le popolazioni centrafricane. Aveva insomma saputo conciliare la logica del profitto con la volontà di aiutare seriamente dei paesi in estrema difficoltà (in Guinea ad esempio si vive con meno di 2 dollari al giorno).

Finito in un carcere di massima sicurezza, in una cella di 2 metri per 3, con un solo pasto al giorno (escluso il week end in cui non riceve nulla da mangiare), picchiato e umiliato dai secondini africani quotidianamente, ha contratto malattie di ogni genere, dalla malaria alla febbre tifoide e all’enfisema polmonare, e ha perso più di 30 chili; teoricamente avrebbe già scontato la sua pena (dopo un processo farsa, è stato condannato a scontare 18 mesi di reclusione. E’ detenuto già dal gennaio 2013), ma non viene rilasciato perché la Guinea vorrebbe da lui 1,5 milioni di dollari di risarcimento (somma che i familiari di Berardi non hanno): in pratica un vero e proprio sequestro di persona. E c’è chi dice che la volontà del dittatore della Guinea sia ormai quella di farlo morire in carcere, perché, una volta uscito, potrebbe raccontare tutto ciò che sa. La Farnesina è ormai da mesi che ha annunciato la sua imminente liberazione, ma appena poche settimane fa, a novembre, l’avvocato di Berardi ha chiaramente detto di non essere mai stato contattato dalle autorità italiane e che non ha per niente l’impressione che la vicenda si concluderà nel migliore dei modi per il suo assistito. La famiglia dell’imprenditore italiano è disperata e si sente, a ragione, abbandonata dalle istituzioni (esattamente quello che con molta probabilità stanno provando i familiari dei nostri due Marò, Latorre e Girone).

A questo punto la domanda sorge spontanea: perché il nostro governo ha trovato 12 milioni di dollari per liberare due “volontarie” che sono andate in Medio Oriente ad aiutare i Siriani sbagliati (cioè quelli dell’Isis), e lo stesso governo non ha mai minimamente pensato a pagare meno di 2 milioni di dollari per riportare a casa un innocente, detenuto ingiustamente da quasi due anni in Guinea Equatoriale? La vita di alcuni Italiani, come quella di Roberto Berardi, vale forse meno di quella di altri Italiani?

* “Noi con Salvini”, Palermo

 

Di Francesco Vozza*

3 risposte a La lettera. Renzi libera Greta e Vanessa ma abbandona Berardi in Guinea

  1. (Con elevata probabilità che il commento sia convenientemente censurato). Che pena d’articolo, il solito misto d’ignoranza, falsità e disinformazione.
    “Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui la Farnesina avrebbe sborsato ben 12 milioni di dollari ai rapitori”. No, non si fanno più insistenti. Sono le stesse di tredici giorni fa, amplificate dallo stesso web che ha diffuso acriticamente cose come la foto di “Vanessa Marzullo” armata (ch’era poi una combattente curda), del sesso consenziente che ha reso celebre il gran Gasparri, ed altre frescacce di questo calibro. Di certo qualcosa in cambio ci sarà stato, ma probabilmente meno di 10 mln di euro (che sarebbero comunque venti centesimi a cittadino italiano – urca! – e cifra non differente da quelle usualmente pagate da altri Stati in circostanze simili).
    “Già di per sé questo fatto non rende per nulla onore a Renzi ed al suo entourage: infatti pagare un riscatto del genere potrà essere soltanto un incentivo a nuovi rapimenti, senza considerare che trattare e per di più cedere alle richieste di veri e propri assassini sanguinari è una vergogna per l’Italia intera ed un favore al terrorismo, che con quei 12 milioni comprerà nuove armi da impiegare per la jihad.” Fesseria numero due. I riscatti li pagano regolarmente Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Belgio, Svezia, Olanda, e tutti gli altri Stati europei tranne l’Inghilterra. Quanto a Regno Unito e USA, unici paesi occidentali che non paghino il riscatto, chiunque non sia sordo e orbo si accorgerà che i loro cittadini vengono rapiti lo stesso: banditi e terroristi rapiscono qualunque occidentale capiti loro a tiro, poi decidono cosa farne (se è dell’Europa continentale, riscatto; se è angloamericano, morte in mondovisione per messaggio propagandistico). Dunque no, pagare non incentiva nuovi rapimenti. Se poi si volessero davvero tagliare i finanziamenti ai terroristi, ci si rivolga ai nostri alleati sauditi che li irrorano di denaro da sempre, in quantità tali da far impallidire qualunque riscatto. Ma lì è in gioco il petrolio, mica delle vite umane. No? Sarebbe poi bello sapere chi compra il petrolio dell’ISIS (ci guadagnano 2 milioni al giorno) e chi vende loro le armi. Non si può o non si vuole?
    ““volontarie” che sono andate in Medio Oriente ad aiutare i Siriani sbagliati (cioè quelli dell’Isis)”. Terza frescaccia. Loro con l’ISIS non centrano proprio NIENTE. In primo luogo, stavano DAVVERO portando aiuti alla popolazione civile, E ANCHE kit di primo soccorso, ma non SOLO detti kit; i secondo luogo, i kit in questione non erano destinati a “gruppi legati ad Al Qaeda”, bensì al “Free Syrian Army”, che almeno teoricamente sarebbero i ribelli moderati (a Kobane reparti del FSA hanno combattuto assieme ai curdi e CONTRO l’ISIS, tanto per esempio; sapete poi che l’ISIS uccide anche ribelli siriani? http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/11/03/isis-decapita-e-crocifigge-8-ribelli-siriani_c357a5bf-3426-4350-bcad-e8bd0b1ac7b1.html), anche se poi la situazione effettiva è molto più torbida.
    Non parliamo del paragone tra situazioni che non centrano niente tra di loro, o del fatto che analoghe lamentele non siano sorte con tutti gli altri ostaggi liberati. Poi, visto che siamo in clima da diffamazione, dev’essere proprio un brav’uomo questo Berardi, a mettersi in affari col figlio del sanguinario dittatore. Finché non l’ha arrestato gli andava bene?

  2. Non erano con l’Isis, ma si sono espresse a favore di altre organizzazioni estremiste come la Brigata dei martiri. Non importa che il riscatto comporti pochi centesimi per cittadino italiano, ma che questi soldi finanzino possibili nemici degli occidentali . Sono contrario a certe volgarità dette da alcuni contro queste due tizie, ma erano cooperanti fai da te piuttosto sprovvedute che non vanno certo lodate per il loro comportamento.

  3. Cara Antonello, non me ne frega nulla se pensi che il mio articolo faccia schifo. Ben più preoccupante è il fatto che dai addosso al nostro connazionale Roberto Berardi, detenuto ingiustamente in Guinea. Se dici che sono tutte cazzate, fai cambio con Berardi e fatti rinchiudere nel lager africano in cui è rinchiuso lui. Così almeno la smetti di sparare a zero, senza conoscere i fatti. P.S. Se fossi al governo invece di pagare “meno di 10 milioni di euro” per i rapiti, manderei i nostri reparti speciali a rompere il culo a questi quattro beduini del deserto, aiutando Assad a liberare la Siria dal fanatismo. Ma siccome al governo c’è il tuo amico Renzi, paghiamo e ci umiliamo di fronte al nemico.

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