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Cultura. Metti una sera con Buttafuoco: dal romanzo all’invettiva contro il conformismo

Pubblicato il 19 gennaio 2015 da Fabrizio Ciannamea
Categorie : Cultura

Pietrangelo_ButtafuocoUna serata a Bari, con Pietrangelo Buttafuoco e il daimon della parola. A Bari. Per la presentazione del libro “I cinque funerali della signora Goering”. 

“Io oggi mi sento a casa e mi arrogo di questa sensazione.(..) e mi sento schizofrenico, a volte, nel voler separare la mia dimensione di artista a quello che poi è stato il progetto per indicare un punto di vista diverso, e finalmente liberarsi dalla cappa di conformismo che costringe tutti noi nella migliore delle ipotesi all’autocensura e nella peggiore ,invece, nel fabbricare una pochezza di pensiero, che non credo sia mai appartenuto a questa terra.”

buttafuocoCosì inizia Pietrangelo Buttafuoco la conferenza promossa dalla “Fondazione Tatarella” il 16 gennaio 2015 presso la “ Villa Romanazzi-Carducci” nella quale ha presentato il suo ultimo romanzo : “I cinque funerali della signora Goering” (Mondadori. E’ un incontro strutturato in due fasi: la prima nella quale l’autore riassume la trama e ciò che l’ha spinto ad affrontare l’ardente storia d’amore fra Hermann Goering e sua moglie Carin, la seconda che va a toccare argomenti più attuali quali, ad esempio, gli attacchi terroristici avvenuti in Francia e la questione del fondamentalismo islamico  in una Europa sempre più allo sbando.

La comunità differente

Le prime parole pronunciate da Pietrangelo Buttafuoco, il suo pensiero, sono innanzitutto rivolti all’idea di comunità, al piacere da lui provato nello stare insieme. Si avvicina al microfono, sta per iniziare a parlare, tutti gli sguardi sono su di lui. Siede dietro quel tavolo scandendo esattamente le parole  nitide, chiare, spaventosamente dirette. Proprio quelle parole congiungendosi si fanno pensiero e arrivano immediate all’anima. Emerge incontrollabile il daimon della parola, accompagnato dagli interventi di Michele De Feudis, Annalisa Tatarella e dell’attrice Floriana Uva.

I demoni

Al tavolo dei relatori Annalisa Tatarella, Pietrangelo Buttafuoco e Michele De Feudis

Al tavolo dei relatori Annalisa Tatarella, Pietrangelo Buttafuoco e Michele De Feudis

I protagonisti del romanzo “ sono due persone che si incontrano nella forza di uno sguardo e da quello sguardo intessono una trama il cui destino apparentemente si conclude nell’amarsi immediatamente, andarsene via  ma si trascina dentro l’intera storia del mondo”.  Così racconta Pietrangelo Buttafuoco un’ incontro fra divinità,  l’inizio della storia di passione e fedeltà che portò nel 1920, in una notte nevosa, burrascosa dell’inoltrato inverno svedese Carin von Fock, splendida contessa svedese  a cadere fra le braccia di Hermann Goering, l’asso dei cieli degli Imperi Centrali durante la Prima Guerra Mondiale, colui che diverrà il numero due del Reich. Entrambi decidono di fuggire via la stessa notte del loro incontro, insieme , dovendo Karin lasciare vuota l’immensa dimora nella quale abitava , e con essa anche la vita  di Nils von Kantzov, suo marito e di Thomas, suo unico figlio. Lei che, pur essendo una divinità, aveva un destino ordinario, mortale: Karin era malata.

Hermann Goering 

Hermann, è un uomo dotato di grande fascino, incarna il mito del guerriero dello spirito, dell’uomo morale, mai moralista; qualcosa di molto vicino a quello che furono i cavalieri medievali. Infatti in quegli anni è famoso in tutta Europa per le sue imprese eroiche durante la Grande Guerra, quando, tagliando con l’acciaio i cieli, difendeva ardentemente la sua Patria. Si può ritenere infatti  che egli, come tutti gli aviatori di quel tempo, appartiene ad un nuovo ordine cavalleresco, fatto di proprie regole d’onore e di etica guerriera, come ci spiega con grandissima precisione storica l’autore del romanzo.

Carin ed Hermann iniziano una vita bohemien , fatta di poche certezze, pochissime finanze ma un fortissimo legame, quasi indissolubile che li lega e li porta ad amarsi infinitamente ed a sostenersi reciprocamente in un  momento, per l’intera società mitteleuropea, di grandissima difficoltà.

Hermann è sempre vicino a Karin. In ogni momento, sa che è malata ed ha bisogno di cure. Lei, divina ma tisica, quando il dolore ed il freddo la immobilizzano, la fanno tremare, cerca riparo tra le braccia dell’amato compagno di vita, del suo dio biondo. In quel calore riscopre la forza, il coraggio e l’ardore per vivere la sua vita ed il suo amore.

Ma quelle raccontata da Buttafuoco sono storie nella Storia, che fa da sfondo al racconto. Difatti Hermann, nei primi anni ’20 conosce il demone in persona, Adolf Hitler alla causa del quale  deciderà di dedicare letteralmente la sua vita.

La dea Karin

Karin è orgogliosa del suo Hermann, diventato ormai un protagonista del Reich, ma la sua salute, ormai, è diventata troppo cagionevole. Lei, la dea bionda che diventerà insieme a Goering uno dei simboli del Reich, si spegne il 17 ottobre del 1931, lasciando la solitudine nel cuore di Hermann, dio nordico che a causa di quella morte cadrà  dal Walhalla sulla terra.

L’attualità: lo sguardo sulle rovine d’Europa.

E’ovvio che siamo in guerra per l’imbecillità voluta dalle istituzioni occidentali che hanno scherzato col fuoco, hanno pensato di fare le anime belle esportando la democrazia e la libertà nel Maghreb, nel medio oriente, nella Siria di Assad e costruire queste alchimie che sopravvivono solo nel loro gioco sporchissimo per difendere solo i loro interessi”. Con questa frase pungente Pietrangelo Buttafuoco risponde alle domande poste da Michele De Feudis riguardo  l’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo e l’attuale politica estera portata avanti dalle potenze Occidentali in Medio Oriente e in Africa settentrionale.

Egli cambia improvvisamente tono nella sua risposta; sa che si sta per imbattere in un tema delicatissimo.  E’ profondamente conscio che quanto accaduto in Francia, in Belgio e non solo, è il risultato di una politica malata, patologica che gli Stati Uniti e l’Unione Europea stanno portando avanti in questi anni. E sa, inoltre, che le bombe sganciate sulla Libia di Gheddafi, sull’Iraq di Saddam da quella “democratica”  coalizione occidentale erano ordigni che esplodevano soprattutto sugli gli interessi nazionali dell’Italia. Egli conclude l’intervento dicendo che  “non si potrà mai dire la verità sulla politica estera”, consapevole che la sua è una voce sempre di più fuori dal coro, che va contro il potere e contro la censura della stampa e della  politica neopartitocratica.

@barbadilloit

Di Fabrizio Ciannamea

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