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StoriediMare. Lyubov Orlova nave fantasma (con ratti cannibali) mai uscita dal porto

Pubblicato il 10 gennaio 2015 da Marco Petrelli
Categorie : Cronache
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Foto di Marco Petrelli

Era il gennaio del 2014 quando i tabloid inglesi (e a ruota libera quelli di mezzo mondo) diffusero la notizia di una nave da crociera alla deriva… carica di ratti cannibali.

Origini La Lyubov Orlova è una rompighiaccio varata in URSS negli Anni 70. Dopo il 1991 è assorbita nella marina mercantile russa  e, nel 1998, riconvertita in nave passeggeri per crociere artiche. Il nome è un omaggio all’omonima attrice sovietica, attiva ai tempi di Stalin. Ma si sa, la crisi non fa sconti a nessuno e la Orlova finisce ormeggiata su un molo di un porto canadese perché, a seguito di guai finanziari, la compagnia titolare del vascello non ha abbastanza denaro per coprirne le spese di ormeggio e di eventuale rientro in patria. Poi, nel 2012, è venduta e destinata alla demolizione nel Mar dei Caraibi.

Mistero Nel corso del traino verso i Caraibi, i cavi che la legano ai rimorchiatori si spezzano. Non è cosa rara: capita infatti che anche sezioni di nave, rimorchiate da un cantiere ad un altro (in genere per essere assemblate ad altre sezioni), possano essere trascinate da forti correnti che spezzano i cavi di traino. In genere, tuttavia, le sezioni vengono subito recuperate o per lo meno monitorate, tenuto conto del loro valore economico e del pericolo che potrebero rappresentare per la navigazione. La Orlova no, invece: eccetto qualche avvistamento iniziale, del vascello si perdono presto le tracce. Dov’è?

Verso l’UK coi ratti A fine 2013 la Orlova è segnalata nel tratto di mare che separa la Scozia e l’Islanda. Secondo indiscrezioni giornalistiche, il relitto vagherebbe in direzione Inghilterra, col suo poco prezioso carico di ratti cannibali. Alcuni tabloid britannici hanno ipotizzato che i topi, spesso presenti nelle stive delle navi, sarebbero sopravvissuti mangiandosi tra loro. Solo un’ipotesi, ma che subito stuzzica la curiosità di lettori appassionati di storie di mare e misteri. Nascono anche pagine sui socials dedicate alla L.O. e addirittura qualcuno pensa di produrre merchandising su una storia stile “Pirati dei Caraibi”.

Realtà o bufala? Nave Orlova naviga ormai da due anni in pieno Oceano Atlantico e nessuno la rintraccia. Cosa poco probabile nella nostra epoca: radar, satelliti, strumenti di monitoraggio del traffico marittimo internazionale rendono la superficie del mare meno estesa e sconosciuta di quanto si possa immaginare.

International Maritime Organization Abbiamo cercato informazioni sulla L.O. sul sito Marine Traffic , ottenendo il codice di identificazione IMO (International Maritime Organization, facente parte dell’ONU) e l’identificativo di chiamata (call sign, usato nelle comunicazioni radio): E5U2246. Secondo i dati forniti dal sito lo scafo, battente bandiera delle Isole Cook, avrebbe una stazza di 4251 tonnellate e attualmente si troverebbe in stato di “decomissioned or lost”. Quindi secondo il sito sarebbe decommissionata o persa.

Mai partita Il web ha un brutto “vizio”, quello cioé di frenare fantasia ed immaginazione delle persone… nel tempo di un click. E proprio mentre ci stavamo appassionando a questa storia, il sito Vessel Finder ci ha letteralmente tirato addosso una secchiata d’acqua gelata. Gelata come il nord est del Canada: stando al portale, infatti, la Orlova sarebbe ormeggiata, dal febbraio 2014 (un mese dopo la diffusione online delle storie sulla ghost ship), su un molo del porto di St. John. Vale a dire da dove si sarebbero rotti i cavi di traino, secondo le storie circolate su internet. Ecco le sue attuali coordinate: 47.55983 N /  52.70956 W.

Ok, trovata. E i topi? A questo punto i ratti, animali per loro natura molto intelligenti e con grande capacità di adattamento, avrebbero da un bel pezzo smesso di mangiarsi tra simili e sarebbero scivolati giù dalla Orlova, seminando il panico nella città di St. John. Ma non abbiamo notizie a riguardo e, quasi sicuramente, i pochi animali a bordo si limiteranno ad usare le stive della L.O. come rifugio e la banchina quale territorio di caccia a rifiuti ed avanzi dell’uomo. Altro che bestie fameliche! Anche se, lo ammettiamo, all’idea di un bastimento carico di letali roditori avevamo cominciato a crederci. In fondo, sempre meglio i topi delle ben più pericolose scorie nucleari delle navi fantasma della criminalità organizzata, che purtroppo continuando ad essere veramente localizzate in più punti del Mediterraneo.

@barbadilloit

@marco_petrelli

Di Marco Petrelli

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