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Il fantaracconto. La fuga di Corona dal carcere di Opera (seguita su Sky da Caressa)

Pubblicato il 10 dicembre 2014 da Marco Ciriello
Categorie : Cultura
Fabrizio Corona ospite di Matrix

Fabrizio Corona ospite di Matrix

«Questa mattina è evaso Fabrizio Corona dal carcere di Opera, ancora non si hanno notizie precise, pare che sia in fuga con un albanese: Fatmir Toçi, e un tunisino: Abou Chebbi. Si ipotizza che siano diretti verso in confine, la fuga sarebbe avvenuta grazie alla complicità di alcuni secondini, ma non si conoscono ancora le modalità dell’evasione, non si sa nemmeno qualche scrittore sia stato scelto per il messaggio di fuga, più tardi ci sarà una conferenza stampa con il direttore del penitenziario che rassicurerà le case editrici sulla scelta di Fabrizio. Ora passiamo all’omicidio del piccolo Loris …»

La fuga più che le forze dell’ordine ha messo in subbuglio i palinsesti, ogni ora si alternano gli appelli delle ex di Fabrizio Corona, sembra Miss Italia innestata su una fiction di Rai Uno. Sky, invece, ha affidato il racconto della fuga a Caressa che ne ha fatto un derby milanese con Bergomi nella parte di Montalbano: confondendo i posti di blocco con la difesa a quattro. Mediaset, ha scelto la sobrietà, c’è Signorini a rete unificate, che ricorda come le estrazioni del lotto tutte le malefatte di Corona e sta già calcolando gli anni di galera che si aggiungeranno, con Malgioglio che canta tra un totale e l’altro, e il rullo delle ex vittime del fotografo che gira tipo ruota panoramica, per non dire dei suoi due compagni di fuga, che non hanno nome, sono l’albanese pluriomicida condannato all’ergastolo, e il tunisino con i suoi quindicianni per rapina, furto, furto con scasso. Su Raitre c’è Manconi che prova invano a far ragionare il paese, ha persino spiegato “la questione Trezeguet” che alcuni hanno però confuso con una norma sul calcio mercato, ne sono nate diverse risse in bar di provincia di cui ha dato notizia Bruno Vespa, gli avventori dei bar si erano convinti che la norma Trezeguet impedisse a Moggi di tornare in tv e sui giornali e quindi nel breve alla guida della Juventus. Su Raidue oltre le ex del fotografo, in turni di nove, è stato chiamato anche Socci che ha risolto la cosa chiedendo l’intervento di un sacerdote capace di vincere Satana – lo so bastava esorcista ma è Socci – che vivrebbe nel corpo di Corona per via dei suoi rapporti sodomiti con Lele Mora, ed ha ascritto a quell’atto contronatura l’origine del male, ne è nata una rissa tra lui e la Gabbanelli che ha avuto la meglio, quest’ultima contestava il contagio sodomita come origine del male demoniaco che invece ha una sede legale e fiscale riconosciute e un marchio preciso: Moncler. Su Rai Uno oltre a dare notizia delle risse generate nei bar, dalla norma Trezeguet, Bruno Vespa appariva come Patton, con tanto di binocolo e divisa, e conduceva la diretta dal tettuccio di un carrarmato, mentre alle sue spalle apparivano le foto dei tre fuggiaschi con in testa la scritta al neon WANTED, e lui chiedeva ai suoi inviati di perquisire le case di Lele Mora e Nina Moric, risparmiando quella della madre, per il secondo blocco pubblicitario. Anche i giornali hanno dato il meglio in edizione straordinaria: Ezio Mauro ha riunito la direzione di “Repubblica” – per l’occasione erano tutti in divisa ma da Ranger perché il Canada è un paese civile e presto a Toronto, Federico Rampini, aprirà la nuova sede del giornale – e ha letto la fuga del Corona come una evidente falla del sistema dovuta agli anni berlusconiani, all’abitudine all’evasione, all’incertezza della pena, Roberto Saviano, in collegamento dalle terme di Fiuggi, da sdraiato, ha invece puntato il dito contro la corruttibilità delle guardie carcerarie ricordando che nello stesso carcere ci sono diversi esponenti dei casalesi che hanno reso possibile la fuga del Corona che in molte interviste li aveva elogiati e che ora lui è stato nominato reggente, dando per scontato che si trovi già in Spagna dove si sa i casalesi imperano. Il “Corriere della Sera” ha ricordato che comunque Fabrizio Corona ha ascoltato il verbo di Montanelli, ci sono testimonianze anche del fatto che è stato sulle ginocchia del maestro e queste cose prima o poi riemergeranno, almeno a sentire Ferruccio De Bortoli, che confida in un ravvedimento. Non è dello stesso avviso Beppe Severgnini che ha puntato l’indice contro il cattivo uso dell’italiano da parte di Fabry, e soprattutto la sua orrenda pronuncia inglese, agli occhi della stampa straniera tutto questo è imperdonabile, ed ha chiuso il suo intervento video – al quale seguiranno 4567 tweet, 31 elzeviri, due libri e una cartolina dall’Ohio – con una accorata difesa del premier Renzi, incolpevole spettatore di una vicenda vecchia che non riguarda il suo governo. Rispondeva alle accuse fatte da Vittorio Feltri, su “Il Giornale” che prima ha elogiato il patriota Corona, poi ha fabrizio-corona-sexy-cattivo-fiction-08_o_su_horizontal_fixedrimpianto il suo cervello in fuga verso la Francia che saprà utilizzarlo al meglio, e poi si è scagliato contro il governo che prima ne ha fatto un martire attraverso la magistratura comunista che appoggia la sinistra da ogni lato, lago, dove, dado, dido, dildo, diamociunamossaporcocazzo, e non ha avuto paura ricordando i grandi scoop di Fabrizio, che hanno fatto tremare il paese, scoop insabbiati dalla cupola quirinalizia. A “Libero” hanno scelto una linea garantista, l’evasione è una possibilità che ha il cittadino, con un editoriale di Belpietro che approfitta dell’evasione di Corona per ricordare anche le numerosi evasioni fiscali possibili, di spalla c’è la testimonianza di Briatore: «Io l’ho fatto e i risultati si notano».

“La Stampa” ha affidato a Gramellini il commento dell’accaduto, il vicedirettore ha ricordato diversi casi di donne andate in fuga, che aveva trattato nella sua rubrica del cuore, tra questi, quello di Telmina e Luisella di Bari, poi finito male, e chiudendo con un appello ai fuggitivi affinché si consegnino o almeno consegnino le armi e restituiscano i soldi della rapina che appartengono a onesti pensionati che hanno creduto nella Parmalat come lui crede a Fabio Fazio. Solo Giuliano Ferrara dalla sua stanza del “Foglio”, con una benda da pirata sull’occhio, continua ad urlare convinto di cantare, rifacendosi alle note di Bennato, in video da tre minuti che vengono caricati ogni due: Ma dopo quanto avete detto io / non posso più stare zitto / e perciò prima che mi possiate fermare / devo urlare e gridare / io lo devo avvisare / di alzarsi e scappare / anche se si sente male / deve subito scappare / dai Fabrizio corri, corri, corri, salvati, questo è un paese di merda …

@barbadilloit

Di Marco Ciriello

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