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Politiche. La destra rimasta ai margini raccolga i fiammiferi per riaccendere una sola fiamma

Pubblicato il 26 febbraio 2013 da Michele De Feudis
Categorie : Corsivi Politica Rassegna stampa

giovaniDella Fiamma ne fecero nove fiammiferi. L’alternativa alla sinistra italiana, da un punto di vista elettorale, non è la destra ma Silvio Berlusconi: questa fotografia viene dalle ultime politiche. La performance del Pdl ha ridotto a percentuali molto modeste tutte le sigle che hanno gareggiato alla sua destra. Fratelli d’Italia (1,95%) porterà in Parlamento nove deputati. Nessun eletto per La Destra di Storace (0,64%) e per le sigle della galassia postfascista. Si tratta di un responso insoddisfacente.

Allo scarso raccolto elettorale fa da contraltare l’impegno coraggioso sui territori di tantissimi dirigenti e militanti nelle varie organizzazioni: sono per la maggior parte giovani pieni di idee e iniziative (come Giorgia Meloni, Giovanni Donzelli, Augusta Montaruli, Carolina Varchi, Viviana Beccalossi, Paola Frassinetti, Andrea Delmastro, Mario Vattani, Ruggero Razza, Stella Mele, Marcello Gemmato, Pietro Laffranco, Michele Barcaiuolo, Elena Donazzan e i Patrioti, gli universitari del Fuan rimasti nel Pdl, i ragazzi dei centri sociali non conformi come il Cervantes con Gaetano Fatuzzo e CasaPound con Simone Di Stefano e l’elenco potrebbe proseguire ancora). Non sono abbastanza organizzati (per ora) al fine di coagulare la forza che aveva nella Seconda Repubblica An, e nella Prima il Movimento sociale italiano.

Della Fiamma ne fecero nove fiammiferi. La sconfitta ha due volti: quello digitale – legato alla web politica e ai social network – dove la battaglia politica delle idee e delle proposte è stata appannaggio del Movimento 5 Stelle e in parte di Vendola e democrat; quello del radicamento territoriale, dove la risposta è arrivata dalle ‘microstrutture’ ancora in piedi, non certo da quel blocco sociale trasversale che premiava la destra di An. I giovani, del resto, come certificato dai sondaggi del Corsera, era noto che avessero simpatie per la sinistra o per Grillo. In tv la partita aveva una polarizzazione univoca tra Berlusconi e i suoi oppositori.

Se la battaglia elettorale si è svolta tutta sul crinale dei diktat economici dell’Euromostro, sulle opinioni della Merkel e sulla trovata geniale di Berlusconi legata all’Imu per la prima casa (proposta di sicuro buon senso), restano sul tappeto insoluti i nodi sottolineati dalla destra culturale: la difesa di un welfare senza sprechi, l’ecologia legata alla produzione (il caso Ilva è un tema cruciale), la rivoluzione digitale, una riforma del lavoro (e dell’ingresso nelle professioni) che non riduca i diritti e abbatta i privilegi, la competizione del sistema Italia nel quadro continentale e globale, la definizione di un indispensabile patriottismo al tempo della mondializzazione, nonché la difesa dei gioielli industriali italiani che rischiano di essere svenduti a prezzi da saldo (Finmeccanica e Eni su tutti).

Su questi temi è necessaria una saldatura tra un ceto politico rinnovato (e ringiovanito) e la classe di ricercatori, giornalisti e studiosi che a questi argomenti dedicano da anni articoli, riflessioni e saggi: da un nuovo patto può nascere un soggetto politico a vocazione maggioritaria, che esprima un programma di governo e non solo una prospettiva ribellistica o marginale. La strada è lunga ma come dimostrato dall’esplosione del movimento di Grillo, con la scelta di un modello organizzativo agile e partecipato, è possibile ricostruire una alternativa alla sinistra oltre il vitalismo berlusconiano. La legna da ardere c’è, non bisogna accontentarsi di qualche fiammifero…

@waldganger2000

Di Michele De Feudis

6 risposte a Politiche. La destra rimasta ai margini raccolga i fiammiferi per riaccendere una sola fiamma

  1. Due sintetiche domande.

    I “moderati” alla Meloni maniera sapranno essere un po’ più rispettosi dei loro valori ed essere integralmente di destra?

    I “radicali” alla Forza Nuova e alla CasaPound maniera sapranno rinunciare ai loro protagonismi e ai loro steccati infimi? Riusciranno a parlare meglio alle genti senza cedere a delle esteriorità che incutono (nella maggiorparte dei casi) timore e diffidenza (non basta la diffidenza indotta dai media?)?

    Occorre esser vicini al popolo e occorre essere un’organizzazione unitaria e moderna che conservi la sua spinta integrale, socialnazionale e antiliberale.

    Per me è un’utopia e nel mio piccolo senza esser iscritto da nessuna parte tento di porre in essere ciò che ho chiesto sopra.

  2. Io ho apprezzato per molti aspetti l’operato di Meloni e Crosetto e il loro programma. (il discorsi di Crosetto sul fiscal compact alla Camera era da applausi)
    Peccato “solo” per il candidato premier che sostenevano…

  3. Bell’articolo Michele, interessante e lucido. Ma scusami per la mia domanda micropolitica: vogliamo almeno organizzarci nella città dove noi due viviamo? altrimenti rimane solo un bell’articolo, o peggio un interessante spunto di discussione, anche se mi sono rotto di discussioni, dibattiti ed altro. Mi deprime vedere mio fratello, figlio di cotanto padre, partecipare alla conferenza stampa del pdl, lui che come me è vissuto ed ha respirato destra fin dalla nascita. Vogliamo creare una destra unitaria,una destra-destra, ognuno nelle proprie città ? grazie

  4. La Destra è Tradizione ed innovazione se sapremo coniugare entrambe insieme avremo speranza in un nuovo futuro,penso al web ma anche ad aiuti alle nostre Comunità,accesso al credito per le partite IVA, mercato del lavoro aperto e compartecipazione nelle aziende, rispetto del territorio e nuove tecnologie ….tutto ciò è fattibile con un patto fra generazioni entusiasmo ed esperienza con attenzione al merito ed al fare.Incominciamo dal basso con tre grandi incontri (Sud Centro Nord ) con chi ci sta !

  5. Condivido quanto dice Miche Mirizzi. Io vivo a Matera e qui, ci stiamo ponendo la stessa domanda. Che fare nella nostra citta’ ? Abbiamo cosi’ deciso di organizzare per il prossimo 23 marzo un primo incontro per avviare una riflessione sul tema.

  6. Con i traditori di Fiuggi non si parla.siete patetici e senza dignità.

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