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Calcio. Mimetica in campo. Dopo il Napoli anche la Ternana esibisce il camouflage

Pubblicato il 27 ottobre 2014 da Marco Petrelli
Categorie : Sport/identità/passioni

mimetica“No, non l’abbiamo ripresa dal Napoli. Bojinov indossa una maglia che a noi è piaciuta subito”. Ci risponde così lo staff rossoverde quando, con un po’ di malizia, facciamo notare che la seconda maglia della Ternana Calcio somiglia un a quella in uso al San Paolo.

E’ vero: se il camouflage di De Laurentiis è di quel grigio verde da caserma, la Società umbra propone una rivisitazione del tema. Ma va anche detto che il mimetico presentato a Napoli nel 2013 ce lo ricordiamo tutti, con i pro e i contro del caso e che, ad un attento cronista sportivo, quell’abbigliamento da “combattimento” non passa certo inosservato.

Alla terza stagione consecutiva in B e sotto la nuova guida Attilio Tesser (giunto in città dopo il congedo di Domenico ‘Mimmo’ Toscano nel dicembre 2013), qualcuno ha forse avvertito il bisogno di dare un tocco di nuovo alle uniformi degli undici ternani che, partita dopo partita, hanno mantenuto a lungo la posizione in serie cadetta conquistandosi un meritato rinnovo.

Alle ragioni estetiche, si aggiungono poi quelle del ‘main sponsor’, Banca Mediolanum. Il responsabile umbro dell’istituto spiega ai giornalisti e allo staff rossoverde come la proposta di una rivisitazione del guardaroba del team rientri in un’opera di mecenatismo, che si è articolata, già in passato, in progetti che hanno visto rinascere le piscine olimpioniche accanto allo Stadio “Libero Liberati” di Terni e in manifestazioni culturali che hanno promosso letteratura e musica.

La battuta sul Napoli, però, non è passata in sordina e, appena fuori dalla zona mista, il Presidente della Ternana Calcio Francesco Zadotti ci prende sottobraccio e con un sorriso ci spiega che “non abbiamo preso spunti. Presentato il modello, siamo rimasti colpiti e l’abbiamo adottato come divisa”.

Lanciamo un’ultima occhiata a Fazio, Viola e Bojinov: la mente torna agli indimenticati anni ’80, quando un “mediolanum” era stampato sul rosso nero di San Siro (fino al 1992, nda). Coincidenza? Forse. O buono asupicio: che quel mimetico rossoverde un domani non finisca per muoversi lungo le linee dei campi della massima serie?

@barbadilloit

@marco_petrelli

Di Marco Petrelli

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