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Politiche. Monti indietro nei sondaggi si nasconde (invano) sotto la coperta della Merkel

Pubblicato il 21 febbraio 2013 da Antonio Rapisarda
Categorie : Politica

monti-merkelParla e straparla. Apre e chiude le porte ai futuri alleati. Flirta finanche con Grillo («sarebbe un ministro tecnico»). E infine si fa smentire dalla Merkel come un Berlusconi qualsiasi. Mario Monti non è solo nervoso. È letteralmente spaesato. Gli ultimi sondaggi – quelli che continuano a circolare all’interno degli staff – danno la sua coalizione in caduta libera. I suoi alleati Casini e Fini? Davvero poca roba, se è vero che li ha cannibalizzati senza riuscire a intercettare alcun voto in uscita dai due maggiori blocchi. E allora, nel tira e molla con il centrosinistra, in un ultimo disperato tentativo di dare le coordinate a Pier Luigi Bersani, il premier uscente ha invocato lo spauracchio della “Cancelliera cattiva”: «La Merkel – ha riferito Monti – teme l’affermarsi di partiti di sinistra soprattutto in un anno elettorale per lei, credo che non abbia nessuna voglia di vedere arrivare il Pd al governo». Se fosse vera, trattasi di intollerabile ingerenza. Pronta, allora, la smentita del portavoce del capo del governo tedesco, con relativo passo indietro imbarazzato dello stesso professore che ha dovuto ritirare la presunta “confidenza” a un più modesto desiderio personale. Non finisce qui. Smarrita la mitopoietica sobrietà, il premier uscente ha definito una parte consistente del popolo italiano «un problema» per il semplice fatto che ci sarà chi continuerà a votare il centrodestra di Silvio Berlusconi. Manifestando, così, il più scontato dei luoghi comuni su alcune élite di cui l’ex rettore della Bocconi fa parte: il sostanziale distacco sprezzante per il popolo.

Mario Monti, a poche ore dalle urne, dimostra insomma di essere in evidente difficoltà. Non a caso si è lasciato sfuggire anche un accenno di pentimento per aver rifiutato l’offerta di Giorgio Napolitano che l’avrebbe voluto al Quirinale: «Mi dicono – ha confessato – che se io me ne stessi tranquillo sarei tra i più accreditati a diventare presidente della Repubblica. Ho fatto una grande rinuncia e non ho idea se ci siano ancora delle possibilità». Pare proprio di no. E a quanto pare nemmeno il “soccorso tedesco” questa volta basterà.

Di Antonio Rapisarda

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