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La7. Arriva Urbano Cairo, ex Mediaset. Nessun inciucio: sarà competitor del Biscione

Pubblicato il 20 febbraio 2013 da Leo Junior
Categorie : Scritti Televisionando

urbano cairoUrbano Cairo alla guida de La 7? A meno di grandi sorprese, l’accordo dovrebbe essere raggiunto. Ed immediatamente, e inevitabilmente, monta la polemica tra Berlusconi e Bersani per accaparrarsi i favori del nuovo editore multimediale. Perché Cairo, non va dimenticato, dispone anche di un ricco bouquet di testate nazional-popolari. I giornali del gossip, insomma, per chi non ama le definizioni ampollose. Ed in una delle prime dichiarazioni, Cairo ha subito provato a tranquillizzare la politica, annunciando che sta pensando di inserire nel palinsesto de La 7 alcuni programmi in linea con i suoi periodici.

In questo modo il patron del Torino (ed i tifosi della squadra di calcio sono preoccupati per eventuali tagli delle non enormi risorse destinate al Toro) potrebbe realizzare delle sinergie, risparmiando non poco. E tutti sanno quanto Cairo sia attento al risparmio. Ma l’editore milanese-alessandrino è anche un uomo d’affari furbo, senza troppi freni inibitori. E questo preoccupa i politici dei due schieramenti. Bersani, innanzi tutto. E non a caso il Pd ha provato ad indirizzare la vendita dell’emittente verso Della Valle, imprenditore centrista e, dunque, facilmente inglobabile. Perché Cairo ha iniziato la sua attività a fianco di Berlusconi e anche se ora si affretta a ricordare di essere stato poi licenziato, il rapporto tra i due futuri concorrenti è sempre stato cordiale.

Dunque Berlusconi dovrebbe gongolare? Assolutamente no. Perché il business è business. E Cairo sta già raccogliendo pubblicità per La 7 che è diventata la spina nel fianco del cavaliere. Con personaggi come Crozza e Santoro, ma anche con Mentana. E Cairo è troppo attento agli affari per lanciarsi in editti bulgari, cacciando chi innalza gli ascolti di un’emittente non proprio ai vertici. Ovvio che non rinuncerà ai personaggi di punta, liberi di massacrare mediaticamente l’amico Silvio. L’unica remora potrebbe essere rappresentata dai costi. Crozza, Santoro, Mentana costano decisamente di più di qualche giovanotto di belle speranze che si affaccia al mondo della comunicazione televisiva. Berlusconi spera nel braccino corto di Cairo, quel braccino che rende estenuanti le trattative di calciomercato proprio tra Milan e Toro. Ma Cairo sa benissimo che se non investe, la Tv muore. Pian piano se ne sta accorgendo nel calcio, sicuramente l’ha già capito per quel che riguarda la Tv.

Chi non l’ha capito, invece, è proprio il cavaliere. Confuso tra spesa e investimenti. Con il figlio Piersilvio che si entusiasma solo per programmi banali ma che rendono in termini pubblicitari immediati. Senza accorgersi che proprio La 7 sta erodendo spazi e inserzionisti. Crozza contro Barbara D’Urso, Santoro contro Panicucci, Mentana contro Toffanin. Non è così scontato che a vincere sia la corazzata Mediaset.

Di Leo Junior

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