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Euro2016. Albania corsara in Portogallo: fin dove oseranno le Aquile di De Biasi?

Pubblicato il 9 settembre 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Sport/identità/passioni

tifoseria albaniaBekim Balaj, chi era costui?L’insospettabile Albania di Gianni De Biasi schianta, davanti al pubblico lusitano, il Portogallo dei sospiri, più malinconico del fado di Amalia Rodrigues. Uno a zero e l’Aquila Bicipite può sognare di lasciare, finalmente, il segno nel calcio che conta. E’ la vittoria degli albanesi in terra iberica a rappresentare il risultato più inatteso del primissimo turno delle qualificazioni per gli Europei che si terranno nel 2016. Tirana può sognare? Ai posteri, anzi ai prossimi (Danimarca e derby balcanico-adriatico contro la Serbia) l’ardua sentenza.

IL DELITTO PERFETTO. I calciatori shqipetari hanno studiato a fondo la partita. Erano almeno due mesi che De Biasi li tartassava, pregando tutti di guardare e riguardare i dvd sugli avversari che aveva messo loro a disposizione. Crediamoci, aveva detto loro. “We Believe” che ricorda “Yes, we can” di Obama. La lezione, però, gli albanesi l’hanno imparata e applicata alla perfezione. Ad Alveiro, davanti a 23mila persone accorse allo stadio per assistere alla rinascita portoghese dopo la figuraccia mondiale, i Kuq e Zinjte  hanno interpretato una gara solida, senza sbavature, estremamente pragmatica. Catenaccio, attenzione e furbizia. Appena due tiri (contro i 19 portoghesi) e tutti in porta, uno in fondo al sacco. Al 52esimo Roshi crossa al centro e Balaj insacca con una pregevole semi-giravolta da Cobra dell’area di rigore. Poi più nulla, tranne la sterile reazione dei padroni di casa. Senza la superstar Cristiano Ronaldo, i lusitani non mordono. Ma, di sicuro, l’Albania di De Biasi – sulla carta – non sembrava poter competere con il Portogallo.

LÀ, DOVE OSANO LE AQUILE. Il calcio albanese sembra pronto al salto di qualità. Anni passati a rincorrere, a far da squadra-materasso sia a livello nazionale che di club nelle competizioni europee, che ora l’Albania vuole (e forse può) lasciarsi alle spalle. Dall’Italia è arrivato, tempo fa, Gianni De Biasi che ha dato un’impronta più moderna alla pedata tardo-rinascimentale che ancora si praticava sull’altra sponda del canale di Otranto. In Italia (e in Germania) giocano tantissimi ragazzi albanesi che sognano di imporsi. Il solco è stato tracciato da due attaccanti, Erjon Bogdani (che conserva il titolo di capocannoniere in nazionale) e, soprattutto, Ighli Tare, attuale braccio destro di Claudio Lotito alla Lazio e attento osservatore del calcio albanese che ha portato a Formello gente di tutto rispetto. A Tirana, ora, si sogna il ciclo e il riscatto. Tutti, in Europa, adesso si chiedono fin dove saranno capaci di osare le Aquile di De Biasi. 

@barbadilloit

Di Giovanni Vasso

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