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Scintill&digitali. Cosa (non) troverete nel nuovo iPhone 6

Pubblicato il 7 settembre 2014 da Natale Cassano
Categorie : Scintill&digitali

22005Ci siamo. L’iPhone 6, il nuovo gioiellino ad alto costo della Apple sarà presentato a breve. La presentazione ufficiale è prevista il 9 settembre, dove forse vedremo anche il leggendario iWatch, di cui si è rumoreggiato negli scorsi giorni, che sarà rappresenterà l’ingresso dell’azienda di Cupertino nel mondo degli smartwatch.

Molte le novità che saranno presenti nella nuova generazione di melafonini, da anni simbolo della ricerca per il design e della ricerca tecnologica della Apple, nonchè modello di “demarcazione sociale”. Ovvero: il popolo si divide tra coloro che possiedono un iPhone e tutti gli altri.

Eppure, nonostante tutto il nuovo melafonino non darà piena soddisfazione agli utenti della rete. Come si fa ad esserne così sicuri? Semplice, basta monitorare i tanti video creati dagli utenti nei mesi precedenti all’uscita di un nuovo iPhone. Certo si tratta sempre di video falsi, creati ad hoc dagli utenti per stuzzicare la fantasia degli utenti e guadagnare qualche clic. Eppure il popolo degli internauti li ha spesso presi per veri, condividendoli sui social con frasi di apprezzamento verso le novità tecnologiche che sarebbero state introdotte nella nuova serie del melafonino (ma che non hanno mai visto diventare realtà). Analizzare queste opere di fantasie diventa quindi un rilevatore di ciò che gli utenti cercano idealmente in un telefonino.

Alcune di queste idee sono presenti in un video che puntualmente ad ogni annuncio di un nuovo iPhone viene caricato su Youtube, cambiando semplicemente il numero del modello (Qui il link della versione per il 6).

Una delle tecnologie che sembra essere più richiesta dagli utenti è senza dubbio quella del fascio di luce proiettata, più spesso definito “ologramma”. Nel video infatti l’uso di questa tecnologia sembra rendere obsoleto l’uso dei tablet, nati per ovviare agli schermi troppo piccoli degli smartphone. Ecco quindi che l’ologramma proietta sullo schermo una tastiera di maggiori dimensioni, con cui l’utente può interagire, per poi proiettare lo schermo sul muro, superando quindi i limiti imposti dagli schermi tradizionali, normalmente non superiori ai 5,5 pollici di ampiezza. Molti si chiederanno: “sarebbe un’ottima soluzione, perché non vengono implementati?”. Principalmente perché la tecnologia degli ologrammi con cui interagire è attualmente solo in fase di sperimentazione e per poter muovere gli schermi proiettati con le mani bisognerà verosimilmente aspettare ancora qualche anno, affinché questi strumenti siano disponibili ad un prezzo accettabile. Per quanto riguarda la questione del proiettore, si tratta di una tecnologia attualmente esistente, ma ancora troppo costosa. La loro implementazione in uno smartphone farebbe lievitare troppo il prezzo per renderlo competitivo a livello di mercato.

Poi c’è il problema della batteria. Tutti abbiamo dovuto combattere con questo problema, sia che il nostro smartphone costi 900 o 100 euro. E stando alle voci degli esperti, il nuovo iPhone non sarà rivoluzionario in questo senso.

In futuro però potremmo vedere una soluzione a questo problema in tempi relativamente brevi. Da un lato, infatti si sta cercando di aumentare esponenzialmente la durata delle batterie per cellulari, con la notizia di una batteria “2.0”, capace di durare anche una settimana in stand-by. C’è invece chi sta cercando di eliminare il problema alla radice. E’ dallo scorso anno, infatti, che l’università di Washington sta sperimentando device che non montano una batteria, ma che vengono alimentati dalle onde radio che utilizziamo ogni giorno, come quelle delle connessioni wifi o quelle usate per telefonare.

Chiudiamo con il problema dell’aggiornabilità delle componenti hardware di uno smartphone, ovvero l’eccessiva velocità con un cellulare diventa obsoleto, lento e inutilizzabile. Questo accade perché con il passare del tempo vengono creati programmi sempre più pesanti, che richiedono sempre più ram, vengono create fotocamere con definizione maggiori, schermi più fluidi e luminosi, ecc ecc. Ecco quindi che anche se pagate quasi mille euro per un melafonino, rischiate che in meno di un anno un vostro collega si presenti a lavoro con un cellulare dal costo più basso, ma più performante. E il discorso vale per tutti. Proprio per ovviare a questo problema si stanno creando alcune serie di cellulari “modulari”, ovvero composti da vari moduli (fotocamera, processore, schermo, ecc) che si possono smontare e sostituire anche con componenti più aggiornate. L’idea, nata da un progetto di un team su Kickstarter (popolare piattaforma di crowdfunding), sta diventando realtà grazie a Google, che ha presentato il suo project Ara, un cellulare componibile che potrebbe essere commercializzato già a Gennaio. Chiaramente la presenza dei moduli andrà a discapito della grandezza del cellulare, che non sarà sottile quando l’iPhone 6 o altri smartphone di fascia alta.
Ora che sapete tutto, potete decidere se comprare il nuovo gioiellino hi tech della Apple o attendere qualche nuovo cellulare sperimentale.

@barbadilloit

Di Natale Cassano

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