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L’intervista. Buttafuoco: “Sono salviniano. Bene la rottura con Farage e la destra alla Fallaci”

Pubblicato il 28 agosto 2014 da Gianluca Savoini
Categorie : Cronache

Pietrangelo ButtafuocoL’Unione Europea? Un’espressione geografica. I tumulti sanguinosi in Medio Oriente? Colpa dell’ignoranza degli americani. La Russia di Putin? Baluardo contro il mondialismo. La Lega Nord? Un vero partito di destra identitaria. Pietrangelo Buttafuoco, scrittore al fulmicotone, è la dimostrazione vivente del detto latino: nomen omen , “il destino nel nome”. Insomma, non le manda a dire e in questa intervista parla senza perifrasi, esponendo ciò che pensa, “buttando fuoco” contro l’omologazione del politicamente corretto.

Mentre da noi ci si balocca sulle solite filastrocche italiche “riforme sì/riforme no”, tutt’intorno domina lo sferragliar di scimitarre. Dall’Irak all’Ucraina la gente muore a causa di scenari di guerra aperta. Che cosa non ha funzionato nella politica estera delle cosiddette grandi potenze? «Dopo la fine del mondo bipolare, ossia dopo il crollo del Muro di Berlino, gli Stati Uniti hanno voluto ricoprire il ruolo di Superpotenza unica mondiale. E hanno incasellato un errore dopo l’altro. Hanno cercato di risolvere le crisi regionali a modo loro, credendo in buona fede di avere la ricetta giusta e naturalmente favorevole agli interessi di Washngton». Invece? «Invece già dall’antica guerra dell’Irak, sotto Bush senior, appena dopo il crollo del Muro, gli americani non solo hanno danneggiato gli iracheni, ma anche loro stessi, sia in termini di strategia geopolitica che in termini economici. Hanno poi continuato negli errori, uno dopo l’altro, in fila».

Quindi chiunque sia il presidente (Bush padre, Clinton, Bush figlio, Obama) la politica estera americana non cambia? «Non cambia nulla. Democratici e repubblicani hanno esportato nel mondo la loro visione e gli avvenimenti in Medio Oriente, in Libia, in Afghanistan, in Irak, dimostrano il fallimento della loro politica estera. Peccato che l’Europa in generale non lo capisca». L’Europa, appunto. Ma esiste una politica estera europea? O l’Ue è solo espressione degli interessi bancari e delle lobbies mondialiste dell’alta finanza?

«L’Ue non esiste, questo tipo di Europa è solo una espressione geografica, se vogliamo usare una bella definizione di qualche tempo fa che però riguardava l’Italia. L’Ue è una colonia americana, creata ad uso e consumo del mondialismo e di interessi che non riguardano i popoli del nostro vecchio continente. Prendiamo ad esempio il caso dell’Ucraina. Grazie alla dabbenaggine dei governi europei e di quello di Bruxelles, che appunto non fanno gli interessi dei cittadini, la situazione in Ucraina è precipitata e assistiamo ad una guerra civile sanguinosa che potrebbe ulteriormente aggravarsi. L’Ue non ha alcuna strategia, si è mossa malissimo e ha pure fatto arrabbiare la Russia. Che non è affatto isolata, come cercano di far credere in Occidente».

La Russia ha tutte le buone ragioni per essere irritata con l’Europa, non crede? «Ma certamente. Peraltro i russi sanno muoversi molto bene sullo scacchiere internazionale, non soltanto sulla questione ucraina. Nel Mar Caspio stanno reagendo bene alle continue provocazioni dei sauditi, grandi alleati e longa manus di Washington, i quali utilizzano il terrorismo wahabita in funzione antirussa. Nel Mediterraneo hanno preso le parti della Siria, contro quei ribelli che hanno dimostrato ben presto di che orribile pasta sono fatti: criminali assetati di sangue, veri e letterali mangiatori di fegato, gentaglia armata e sponsorizzata da chi vuole destabilizzare la Siria. E bisogna sempre guardare oltre Oceano, anche in questo caso, per trovare chi ha sponsorizzato i cosiddetti ribelli».

Veniamo a casa nostra. Prima delle elezioni europee ha fatto scalpore il suo appello in favore di Matteo Salvini. Specie tra le file di alcuni elementi destroidi che non hanno digerito questa sua scelta a favore di un leader politico e di un movimento sicuramente non nazionalista italiano e nemmeno destrorso nel senso lato del termine. Come mai questa svolta “leghista”, Buttafuoco? «Non direi leghista, ma salviniana. Salvini è stato, in campagna elettorale, l’unico capo politico a proporre idee chiare in materia di sovranità nazionale e di identità. Matteo ha preso un partito ridotto ai minimi termini e lo ha rilanciato alla grande lavorando come un matto e parlando chiaro, senza retorica e badando al sodo. Io, da uomo di destra quale sono e sempre sarò, ho condiviso molte cose dette dal segretario leghista e quando mi è stato chiesto da un giornale per chi avrei votato ho dichiarato senza dubbi: Matteo Salvini. E adesso, caro Matteo, vai avanti così, in Italia e in Europa».

In Europa però sono emerse difficoltà nel formare il gruppo parlamentare con Marine Le Pen: manca infatti un rappresentante della settima nazione necessaria. «Per fortuna la Lega e il Front National hanno lasciato perdere Farage e tutto quello che rappresenta, ovvero una becera estrema destra alla Oriana Fallaci, scrittrice che personalmente ho sempre aborrito, con i suoi attacchi a senso unico contro gli islamici, utilissima alla mondializzazione e ai veri poteri forti. Il gruppo unico per ora non c’è? Pazienza, potranno farlo presto, ma intanto l’affinità ideologica tra i partiti che già sono uniti rappresenta un importante laboratorio politico anche a Bruxelles».

Un suo giudizio sul governo Renzi, il terzo consecutivo non eletto del popolo, ma imposto dalle lobbies internazionali. «Per caratterizzare il governo Renzi basta un solo nome: quello del Ministro degli Esteri Mogherini. E naturalmente lo dico in senso negativo». Anche se potrebbe diventare Ministro degli Esteri dell’Ue? «Solo la semplice candidatura della Mogherini a questo incarico dimostra la scarsissima autorevolezza anche di tutto l’impianto europeo. Stendiamo un velo pietoso».

Accidenti, Buttafuoco, ma si rende conto che lei dipinge la vicenda siriana in maniera opposta a quella che sentiamo su tutti i tg e leggiamo su tutti i giornali? «Chi controlla la comunicazione di massa crede di controllare il mondo. Su queste immagini raccapriccianti, dei cosiddetti ribelli siriani che si lasciavano andare ai peggiori atti di violenza contro il nemico lealista, è stato deciso di far calare il velo della censura. Perché se una cosa non viene vista in tv, semplicemente non esiste». Che vergogna, certa grande informazione occidentale. «L’abbiamo visto anche in Ucraina. Sulle tv russe passano i risultati dei raid aerei dell’aviazione ucraina che mostrano civili morti e feriti, donne e bambini compresi. Da noi invece nulla, o quasi».

*La Padania 29 giugno2014

@barbadilloit

Di Gianluca Savoini

Una risposta a L’intervista. Buttafuoco: “Sono salviniano. Bene la rottura con Farage e la destra alla Fallaci”

  1. Sì, questa estate l’ho letto Buttafuoco … non lo conoscevo (vivo all’estero) … un simpatico provocatore, da vero siciliano. Non so quanto prenderlo sul serio, ci devo pensare … ha ispirato anche un mio post http://raccontidelguazzabuglio.blogspot.com/2014/08/fottutissima-sicilia.html
    … in ogni caso penso che personaggi come lui aiutano a non addormentarsi e ti rendono vispo … uno Sgarbi meno sguaiato e più divertente!

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