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Calcio. La testata di Brandao a Motta e la memoria corta dei francesi

Pubblicato il 20 agosto 2014 da Mario De Fazio
Categorie : Sport/identità/passioni

motta cavaniUn colpo di testa. O meglio, una testata. Quella con cui Brandao ha fratturato il naso di Thiago Motta, nel sottopasso del Parco dei Principi in Bastia-Psg, entra di diritto nel manicomio football club degli ultimi anni. Già, perché dalla capocciata di Zinedine Zidane a Materazzi, passando per il tecnico del Newcastle, Alan Pardew, che appoggiò il suo testone al volto del centrocampista dell’Hull City David Meyler, per finire alla frenetica attività della mandibola del pistolero Suarez, il pallone rotola anche per vie imperscrutabili, irrazionali. Non è uno sport per femminucce. E ogni tanto qualcuno lo ricorda a tutti.

MAMMA LI CORSI. L’episodio è avvenuto a margine della partita tra i campionissimi di Francia del Paris Saint German e i corsi del Bastia. Gara in cui, dopo il deludente pareggio all’esordio, i parigini hanno ottenuto la prima vittoria stagionale, grazie alle reti di Lucas e Cavani. Ma a macchiare il successo della squadra di Blanc sono arrivati prima l’infortunio di Ibrahimovic, uscito di scena dopo un quarto d’ora per un colpo alla schiena, e poi il post-partita, in cui protagonista assoluto è stato Brandao.

FACCIA A FACCIA. L’ex giocatore di Marsiglia e Saint-Etienne a fine gara viene a contatto, nel tunnel che conduce agli spogliatoi, da Thiago Motta. L’ex Genoa e Inter – non proprio uno stinco di santo – forse sussurra qualcosa a Brandao. O magari c’è stata qualche parolina di troppo – magari in portoghese, essendo entrambi brasialiani – in campo. L’attaccante non ci pensa su due volte e gli rifila una capocciata sul volto. Sangue, zuffa e polemiche. La scena è stata immortalata dalle telecamere del sottopasso. E ora non si parla d’altro, nella Francia pallonara, della punizione che sarà inflitta al calciatore. C’è chi, come il presidente del Psg, Nasser Al Khelaifi, ha già emesso la propria sentenza, affermando che ” va squalificato a vita”.

MEMORIA CORTA. Brandao non è nuovo a “colpi di testa” ai danni di avversari. Due anni fa entrò senza tanti complimenti sulle gambe di Thiago Silva, appena trasferitosi dal Milan sotto la torre Eiffel. Il brasiliano non ha dimenticato lo sgarro, se è vero che subito dopo la performance di Brandao si è affrettato a cinguettare su Twitter che l’attaccante è un giocatore “sleale”. Adesso l’attaccante della formazione corsa rischia fino a due anni di squalifica. Oltralpe è tutto un coro di condanna verso Brandao e le performance del suo capoccione. I francesi, evidentemente, hanno dimenticato le roi Zizou: quando fece crollare Materazzi a terra sotto il cielo di Berlino, molti condannarono il gesto ma tanti si interrogarono anche sulle “provocazioni” dell’allora difensore dell’Inter, con tanto di albero genealogico degli insulti vari ed eventuali. Oggi è Brandao il mostro insensibile dei poveri corsi che ha fratturato il naso (alla francese?) del ricco e parigino (d’adozione) Thiago Motta. Ma che vuoi farci: Parigi val bene una testata…

@barbadilloit

@mariodefazio

Di Mario De Fazio

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