1

Irak. L’offensiva del Califfato. Cristiani a rischio genocidio. Si mobilita la Cei

Pubblicato il 10 agosto 2014 da Fernando Massimo Adonia
Categorie : Esteri

papa-francesco-facebook-hackerÈ allarme umanitario in Irak. L’auto-proclamato Stato Islamico ha esteso i propri confini ai danni della comunità cristiana locale. Dopo Mosul, anche i villaggi della Piana di Ninive passano sotto il controllo delle milizie del Califfato. Caduto dunque uno dei centri storici della presenza cattolica e non nell’area. «L’esodo rischia di assumere i connotati di un dramma collettivo», riferisce il cardinale Fernando Filoni dell’Agenzia Fides. «I cristiani – spiega – hanno dovuto abbandonare tutto, persino le scarpe, e scalzi sono stati instradati a forza verso l’area del Kurdistan».

Intanto, le città della Piana di Ninive rischiano di subire la medesima furia iconoclasta che ha già colpito Mosul. Dopo la sua conquista, infatti, i militanti del Califfato hanno occupato chiese e conventi, distrutto le statue mariane, divelto croci e bruciato la sede dell’arcivescovado siro-cattolico.

L’APPELLO DEL PAPA

«Francesco segue con viva preoccupazione le drammatiche notizie che interessano popolazioni inermi», questo il testo del comunicato letto dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, a conclusione di un briefing sul prossimo viaggio del Papa in Corea. Durante la preghiera dell’Angelus dello scorso 20 luglio – prosegue la nota – Bergoglio aveva esclamato con dolore: «I nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera». Rivolgendosi loro, il pontefice ha poi aggiunto: «So quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male!».

L’INIZIATIVA DELLA CEI

Si mobilitano anche i vescovi italiani. Indetta infatti per il 15 agosto, festività dell’assunzione di Maria, una giornata di preghiera in difesa di tutte le comunità cristiane in aree di crisi. Tante le associazioni che hanno aderito all’iniziativa. Scrive Leone Grotti su Tempi, settimanale vicino a Comunione e Liberazione: “La prospettiva di un Medio Oriente sempre più radicalizzato e intollerante non fa certo gola all’Occidente, che non può permettersi la scomparsa dei cristiani. Ecco perché deve aiutarli: a restare però, non a fuggire”.

Di Fernando Massimo Adonia

Una risposta a Irak. L’offensiva del Califfato. Cristiani a rischio genocidio. Si mobilita la Cei

  1. Parliamoci chiaro. In Iraq, sotto Saddam Hussein, cioè prima dell’arrivo degli americani, questa gente (chiamiamola cosí) non c’è. In Siria, finché Bashar al-Asad governa senza particolari problemi, questa gente non c’è. Poi l’Iraq viene invaso e passa sotto il dominio USA: l’ISIL si materializza. Similmente, in Siria arriva la primavera araba e anche in Siria la cicogna porta l’ISIL: il legittimo presidente (eletto dall’ Assemblea del Popolo e confermato da un referendum) non scappa (e perché dovrebbe? forse che al mondo ci sono solo vigliacchi?) e combatte contro l’ISIL : ma gli occidentali appoggiano, armano, finanziano ed esaltano non già Bashar al-Asad (cui Napolitano addirittura revoca l’onoricenza di cui l’aveva insignito), ma, se non proprio l’ISIL (non posso dirlo perché non ho la prova), i fiancheggiatori dell’ISIL! S

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>