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Premier. Lampard al Man City e i tifosi del Chelsea bruciano la maglia del ‘traditore’

Pubblicato il 4 agosto 2014 da Bruce Grobbelaar
Categorie : Sport/identità/passioni

lampsshirtE poi dicono che certe cose accadono solo in Italia. Se la bandiera della tua squadra è pronto a passare armi e bagagli ai tuoi odiati rivali, non sentirti più un provincialotto incolto. Accade anche nella civilissima Inghilterra dei ricconi dove l’ipotesi di un ingaggio per sei mesi di Frankie Lampard al Manchester City ha scatenato scene di panico in tutta Chelsea.

FRANKIE GOES TO NEW YORK. Lampard, 36 anni compiuti il 20 giugno scorso, se ne andrà a svernare in America. Ha già l’accordo con il New York City. C’è solo un piccolissimo problema: Frankie inizierà la sua avventura nel “soccer” a marzo prossimo. Si pone, per lui, l’angoscioso dilemma che già afflisse l’intelligencija russa alla fine dell’Ottocento. “Che fare?”. A dargli una risposta non è stato Nikolai Cernisevskij bensì lo sceicco Mansour, proprietario della franchigia newyorkese. Un sussurro più pesante di una martellata: “Vieni a Manchester, vieni al City e poi parti”. Chelsea è in fiamme.

FUOCO E FIAMME. I tifosi Blues l’hanno presa malissimo. Su Twitter è un tutto un proliferare di insulti di massa. Il saluto più gentile rivolto all’ex bandiera è “Addio Giuda”. C’è chi l’ha presa malissimo. A volte capita che ti innamori di una squadra grazie alle prodezze del suo uomo più rappresentativo. Spesso, succede quando sei piccolo. Vedi una finta di Maradona e tiferai Napoli anche se abiti a Bolzano. Lothar Matthaus scocca un missile terra-aria e diventi interista. Roberto Baggio ha sulla coscienza centinaia di juventini. Lampard è colpevole del più alto tradimento che la passione sportiva contempli: sei una bandiera, mi fai innamorare di te e della tua squadra stramaledetta e poi te ne vai da chi mi hai insegnato – sportivamente, of course – a odiare. Diventi il Grande Satana. A quel punto può accadere anche che la tua maglietta bruci, come estremo atto di disperazione…

Di Bruce Grobbelaar

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