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Intrecci letterari 1. Easton Ellis e Palahniuk, violenza e nichilismo benzina romanzesca

Pubblicato il 13 febbraio 2013 da Federico Callegaro
Categorie : Corsivi Cultura

fight clubBreat Easton Ellis e Chuck Palahniuk sono entrambi scrittori statunitensi di fama mondiale, ascrivibili al filone degli autori minimalisti (insieme a leggende come Ernest Hemingway, per intenderci). Entrambi hanno scritto due opere di grande successo, American Psyco il primo e Fight Club il secondo, successivamente trasposti in pellicole cinematografiche. Entrambi questi romanzi, a loro volta, raccontano le storie di due yuppies (ma non come quelli nostrani descritti dai Vanzina, che spacciavano la provincia milanese per New York) clandestini di una contemporaneità che sarebbe stato lecito presupporre, visto anche il loro status sociale, da loro dominata e non dominante.

Protagonista del romanzo di Ellis è  Patrick Bateman, un ricco broker di Wall Street dal successo tanto travolgente quanto apparente. Patrick passa le sue giornate tra palestre e cene mondane, alternando l’abuso di cocaina a quello di psicofarmaci. Ha tanti hobby: la musica, la moda, le orge con le amiche, la tortura delle prostitute, il massacro di amiche, prostitute e chiunque urti il suo gusto estetico. Per il giovane rampante urbano la violenza immotivata è l’unica via per dimostrare a se stesso di essere integrato in quel sistema sociale, figlio del sogno americano, dove esisti se ti affermi con le tue forze. L’obiezione scontata sarebbe: Che bisogno avrebbe un individuo seduto sul gradino più alto del sistema alimentare di esercitare violenza per esistere? Non stiamo parlando di un potente broker di Wall Street? Sì e no. Patrick passa certamente molto tempo nel suo ufficio e tutti lo conoscono come agente di borsa ma, in realtà, la compagnia per cui lavora è proprietà di suo padre e le sue ore in ufficio passano lente tra l’ascolto di un nuovo brano dei Duran Duran e il disegno  di scenette pornografiche. Tolta l’apparenza, di lui non rimane altro che un sadico sociopatico, un emarginato e una persona sola. La sua reazione a un sistema basato sulle apparenze e su rapporti superficiali e disumanizzanti, consiste nel tentativo di eliminare tutti gli altri emarginati che popolano New York, barboni e prostitute in primis. Questo perché la loro presenze smaschera, come davanti a uno specchio, il suo vero essere.

Alla contemporaneità, Bateman, reagisce con una richiesta di inclusione. E’ terrorizzato dall’idea di rimanerne fuori. Gli anni di Reagan, sostanzialmente, lo piegano, spingendolo verso una spirale autodistruttiva.

Il protagonista del libro di Palahniuk (che non ha un nome e prende in prestito quello del soggetto di una serie di opuscoli di prevenzione sul cancro), invece, lavora per una importante compagnia di assicurazioni. La sua contemporaneità non è quella dei cinici anni 80 ma quella dei 90, con il loro buonismo di plastica in cui la beneficienza si fa marketing. Anche lui, come Bateman, è un giovane di successo ma a differenza del serial killer inventato da Ellis vive in una solitudine, anche apparente, figlia di una società in cui i rapporti umani sono andati sfilacciandosi fino a scomparire. Soffre di insonnia cronica, si scoprirà schizofrenico, è un ipocondriaco, e proprio la sua ossessione per le malattie lo spinge prima a frequentare gli incontri di aiuto dei malati terminali e poi a mettere in piedi degli incontri tutti suoi, desinati a trasformarsi in una rete dedicata alla lotta clandestina in cui uomini soli passano attraverso la prassi purificante dell’autodistruzione per trovare un senso alle loro non-vite. Se il piano di Jack (è questo il nome del protagonista degli opuscoli) si fermasse qui, non ci troveremo davanti a grandi differenze tra lui e il broker di NY. Due strade, per quanto diverse, rivolte all’azzeramento di se stessi o dei poveri malcapitati a cui i protagonisti temono di assomigliare. Ma il personaggio di Palahniuk va oltre, e da gruppo di picchiatori improvvisati crea un esercito di terroristi disciplinati, intenzionati a riportare il mondo alla preistoria. Tramite una serie di bombe, il gruppo, che ha preso il nome di Progetto Caos,  vuole distruggere le banche della città e i connessi archivi dei conti correnti, cancellando quindi i risparmi di tutti i cittadini.

E’ evidente che Breat Easton Ellis e Chuck Palahniuk, partano da premesse simili, come lo è che arrivino a conclusioni molto diverse tra loro. Il contemporaneo è tanto subito dal protagonista del primo quanto è affrontato da quello del secondo. Per entrambi il conflitto è la chiave di eventuali interazioni con il reale ma mentre per Bateman la dimensione conflittuale non riesce a uscire dal dialogo con il suo io negativo, per Jack è il suo io negativo stesso a uscire allo scoperto (sotto forma di Tyler Durden, un’altra personalità che prende il sopravvento mentre l’innocuo assicuratore dorme). La risposta dello scrittore di Portland alla disumanizzazione imperante è: meglio una rivoluzione che ci riporti allo stato animale rispetto a una contemporaneità che ci vuole a-umani.

 

@fedecallas

Di Federico Callegaro

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