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Esteri. La sfida di Putin e dei Brics: nasce la banca alternativa al Fmi

Pubblicato il 17 luglio 2014 da Mario De Fazio
Categorie : Cronache Politica

putinSe è vero che nel terzo millennio le guerre non si combattono più con gli eserciti ma attraverso il dominio dei mercati finanziari e del sistema del denaro, l’accordo firmato da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – i cosiddetti Brics – per la creazione di una nuova “banca di sviluppo” per i Paesi emergenti somiglia a un blitz dal profondo significato geopolitico.

La decisione di costituire un unico istituto di credito è stata presa dai leader delle cinque principali economie emergenti a margine della giornata d’esordio del sesto vertice in corso a Fortaleza, in Brasile. La “Banca dei Brics” potrà contare su un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari, equamente divisi tra i cinque Paesi fondatori, ma disporrà anche di un fondo di riserva d’emergenza per altri 100 miliardi di dollari e sarà contrapposta, non solo idealmente, alle istituzioni internazionali come Banca mondiale e Fondo monetario internazionale, dove Putin e soci si sentono poco e male rappresentati. In base al documento sottoscritto, la sede sarà a Shangai, in Cina, e il primo presidente di turno sarà un indiano, nonostante le pressioni della presidente brasiliana Dilma Rousseff, che si è dovuta accontentare della promessa di un veder assegnare al proprio Paese la presidenza del Cda che sarà costituito a breve.

Ma non finisce qui: nel documento approvato ci sono anche rivendicazioni politiche precise: si legge, ad esempio, che i Brics «sostengono le aspirazioni di Brasile e India ad avere un ruolo maggiore all’Onu» che, tradotto, potrebbe significare la richiesta di un seggio permanente – quindi con diritto di veto – per i due Paesi nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La crisi ucraina è stata affrontata di striscio, con una dichiarazione d’intenti che esprime “profonda preoccupazione” e auspica una “soluzione politica pacifica, in accordo con la Carta delle Nazioni Unite per il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”. Un passaggio volutamente vago, come forse richiesto dal presidente russo Vladimir Putin.

E proprio l’ex colonnello del Kgb si è preso la scena, continuando a ritagliarsi il ruolo di guida dell’alternativa all’attuale assetto mondiale. Estromesso dall’ultimo G8 per la crisi ucraina, è stato assoluto protagonista della sfida lanciata dai Brics all’Occidente. E’ chiaramente il “leader morale” di questo nuovo blocco, e sta cementificando i propri legami allargandoli a buona parte del Sudamerica. A testimoniarlo non c’è solo il pacchetto di accordi economici e commerciali firmato con il Brasile e l’acquisto, da parte dei brasiliani, di un sistema di difesa antiaereo russo – viene in mente il caso F35 in Italia – ma anche il dinamismo degli ultimi giorni del nuovo zar.

Putin è volato in Argentina, per  vedersi con il presidente Cristina Kirchner, con cui ha firmato un’intesa di “partnership strategica” tra i due Paesi. Prima aveva incontrato Fidel Castro e il fratello Raoul a Cuba, annunciando l’estinzione del debito cubano nei confronti della Russia – un “regalo” da 35 miliardi di dollari – ed era stato in Nicaragua. L’idea dell’interesse russo-cinese a un canale alternativo a quello di Panama pare qualcosa in più che una semplice possibilità.

Un attivismo che si unisce alla politica interna condotta da Putin in Russia e dai rapporti sempre più freddi  con gli Usa e l’Europa filo-atlantica. Con la nascita della nuova “Banca dei Brics” sembra essere messo seriamente messo in dubbio l’assetto unipolare che si è venuto a creare dal crollo del muro di Berlino e dall’implosione del modello sovietico. Nella logica del turbocapitalismo finanziario conta più una banca che un territorio, più i mercati dei popoli. E la sfida al modello americano-occidentale arriva sullo stesso terreno di gioco su cui le multinazionali sovraordinate rispetto agli Stati hanno fondato la propria autorità. L’orso russo s’è svegliato. Se si tramuterà in un’alternativa reale – non solo economica – all’attuale governo mondiale, solo il tempo potrà dirlo.

@barbadilloit

@mariodefazio

Di Mario De Fazio

2 risposte a Esteri. La sfida di Putin e dei Brics: nasce la banca alternativa al Fmi

  1. Speriamo che ce la facciano… ormai siamo schiavi della finanza (marcia) anglosassone.

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