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Politica. Mogherini invisa in Ue perché filorussa. Ma Renzi la difenderà?

Pubblicato il 14 luglio 2014 da Eric Cantona
Categorie : Corsivi Esteri Politica

mogheriniSulla questione Mogherini in Europa si misurerà la capacità del premier Renzi di difendere la dignità nazionale nonché una visione autonoma degli interessi europei nelle scelte politiche ed energetiche: da queste ultime dipende anche lo sviluppo industriale e la crescita o il mantenimento dell’occupazione nelle nazioni dellUnione.

Mogherini ministro degli Esteri dell’Ue?

Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, è candidata dall’Italia a ricoprire l’incarico di mister Pesc o Alto rappresentante agli affari esteri di tutta la Ue. La proposta italiana viene osteggiata in maniera strumentale da alcuni paesi dell’Est, adducendo come limite della Mogherini, l’aver rilasciato dichiarazioni equilibrate nella querelle Russia-Ucraina, nonché l’aver salutato con favore la costruzione del gasdotto South Stream. Entrambe queste posizioni, tutt’altro che filorusse, andrebbero rilette come semplici accortezze diplomatiche di stampo realista, e tenendo conto della dipendenza energetica di larga parte del mondo industriale italiano ed europeo dal gas proveniente da Mosca.

Il Financial Times ha fotografato la complessità della partita in gioco

Secondo il Financial Times, contro la Mogherini ci sarebbero Lettonia, Estonia, Lituania e Polonia, tutti stati fortemente ostili alla Russia.  Di contro la Mogherini ha invitato Vladimir Putin a un summit che si svolgerà a Milano, ed è stata di recente al Cremlino – anche a nome della presidenza italiana della UE – dove ha incontrato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov per  discutere del gasdotto South Stream: un progetto al quale partecipano ENI, la francese EDF e la tedesca Wintershall insieme alla russa Gazprom.

Cos’è South Stream

Il gasdotto South Stream prevede la realizzazione di una infrastruttura per il trasporto del prezioso idrocarburo dalla Russia all’Unione Europea attraverso il Mar Nero e i Balcani senza passare per l’Ucraina.

L’equilibrio della Mogherini

Nell’ultimo ventennio l’Italia raramente ha avuto ministri degli Esteri di caratura specificatamente politica. Basterebbe ricordare Renato Ruggiero nominato da Berlusconi o Giulio Terzi di Sant’Agata (già ambasciatore). Mogherini è stata eletta per la prima volta in Parlamento nel 2008 con il Pd, e rieletta poi nel 2013. È laureata in scienze politiche. Fa parte dell’Istituto Affari Internazionali, del Consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti e del Network europeo per il Disarmo e la Non Proliferazione Nucleare. Ma soprattutto è cresciuta nella Fondazione ItalianiEuropei, ultima Frattocchie postcomunista che sforna dirigenti di valore e competenza.

In una intervista al Foglio di cui abbiamo già scritto, il ministro degli Esteri aveva brillato per lucidità e autonomia. Ecco una sintesi delle sue posizioni: “Una delle principali preoccupazioni è “evitare ulteriori scenari di guerra fredda”; “il dialogo Mosca-Kiev è difficile ma non impossibile”, “l’opzione militare non esiste” e “c’è necessità di sostenere Kiev”, sì, ma “nel rispetto delle minoranze”.

Renzi difenderà la sovranità europea (e il suo ministro)?

Il premier ha il merito di aver rottamato la pessima abitudine di appaltare la Farnesina a ministri non espressione diretta della politica. Adesso deve fare un ulteriore passo in avanti: difendere l’autonomia dell’Ue, supportare la candidatura della Mogherini e rilanciare una via italiana ed europea per superare i conflitti in atto in Medioriente e Ucraina. La vera politica è quella estera. Un presidente del Consiglio non si giudica dall’abolizione di una tassa o dall’elargizione di ottanta euro.

@barbadilloit

Di Eric Cantona

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