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Politiche. Gianfranco Paglia (Fli): “Mi candido per servire la patria, anche senza divisa”

Pubblicato il 11 febbraio 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Le interviste

paglia«Voglio solo continuare a servire il mio Paese, anche in giacca e cravatta». Gianfranco Paglia, casertano, maggiore dell’esercito, parlamentare uscente che in questi giorni tenta la riconferma nelle fila di Fli, ha 43 anni e più di una storia da raccontare. E’ uno dei pochissimi militari cui sia stata riconosciuta la medaglia d’oro al valor militare dopo la battaglia del Pastificio a Mogadiscio – vent’anni fa, era il 2 luglio 1993 – quando per evitare l’ecatombe dei suoi commilitoni sorpresi in un’imboscata da parte dei guerriglieri somali venne colpito più e più volte dal fuoco dei cecchini. Da quel momento, Paglia, ha smesso di camminare ma non di combattere per le sue idee.

E proprio in questo momento di profonda crisi e disorientamento, Gianfranco Paglia spiega: «E’ molto difficile parlare di politica alla gente, oggi. Però posso dire di essere, sotto questo punto di vista, un privilegiato: la mia storia, infatti, è diversa da chi fa politica da anni». Una diversità che Paglia rivendica nel modo di porsi nei confronti dei cittadini: «La gente è diffidente verso la politica, non verso le persone. Io prediligo questo tipo di rapporto. Bisogna essere e rimanere prima ed innanzitutto persone. Ritengo che bisogna rimanere sempre in contatto con i cittadini e sempre, non solo alla vigilia delle elezioni, esporre le proprie idee in maniera seria e leale, senza cercare scorciatoie oppure dandosi ad illudere le persone ubriacandole di promesse. La gente, a queste promesse, non crede più».

Quelle stesse ‘promesse’ che fanno parte di quel modo ‘impresentabile’ di fare politica: «Credo che non si debba mai generalizzare. Io penso – afferma Gianfranco Paglia – che si può parlare all’infinito però se qualcuno, per quanto ritenuto ‘impresentabile’, riesce ad ottenere tanti voti vuole dire che in fondo è ‘presentabile’. Perciò ritengo che sono i cittadini a dover fare questa scelta, facendo valere l’arma del voto. C’è la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, di farsi un’idea e decidere chi mandare al Parlamento: di sicuro è meglio questo che limitarsi alla sola protesta o all’antipolitica».

Sul perché abbia deciso di ripresentarsi agli elettori, Paglia dice: «Per cinque anni da parlamentare ho sostenuto molte battaglie. Non solo per il mondo delle forze armate: dall’ambiente alla cultura, passando per salute e trasporti non mi sono tirato indietro. Alcune le ho vinte, altre le ho perse. Perché la politica la intendo così: mettersi a disposizione dei cittadini, lottare per difendere e sostenere le loro ragioni. Ed io mi ricandido perché voglio servire il mio Paese e non solo con l’uniforme, ma anche in giacca e cravatta». E a chi dice che amor di Patria è concetto obsoleto, quasi passato di moda nel gran calderone della post-modernità, Paglia risponde secco: «Un Paese senza valori è un Paese che non ha futuro né la speranza di averlo. Oggi più che mai c’è bisogno di ritrovare uno spirito di unità contro le spinte che vogliono la divisione».

Di Giovanni Vasso

3 risposte a Politiche. Gianfranco Paglia (Fli): “Mi candido per servire la patria, anche senza divisa”

  1. On. Paglia, a Lei degno simbolo della nostra Patria, mi permetto di aggiungere: “un Partito senza valori è un Partito che non ha futuro né la speranza di averlo”. Le parla un ex componente del Coordinamento Regionale di FLI Puglia, non ho condiviso le scelte fatte dal Presidente Fini nella composizione delle Liste. On. Paglia, Lei m’insegna: la bandiera deve stare d’avanti! E’ Lei è una bandiera! Purtroppo, non per il Presidente Fini. Con Immensa stima la saluto. Bruno Schiavone da Castellaneta(TA)

  2. mi spiace ma seppur ti voglia bene proprio per quello che si è vissuto in comune ho capito che in politica resti imbavagliato e quelli che speravano in giustizia con te sonoancor oggi a subire ingiustizie inique inammisibili discriminati e frutto di cattiveria umana gratuita. mi spiace ma non credo nella politica ma ti voglio sempre bene

  3. Grande Gianfranco,
    fin troppo grande per futuro e libertà!

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