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L’abbecedario. La settimana politica dalle promesse-choc a Sanremo al silenzio sulle foibe

Pubblicato il 10 febbraio 2013 da Antonio Rapisarda
Categorie : Politica

SanremoChoc (proposte). È stata la settimana delle uscite “choc” del trio “BMB”  (Berlusconi-Monti-Bersani) su fisco e lavoro. Gli analisti, da parte loro, sostengono che sono tutte misure praticamente improbabili. I leader delle coalizioni incassano e rilanciano. Stesso consiglio dagli spin doctor dei relativi staff: «Presidente abbiamo la prossima proposta: “Aboliremo anche gli analisti”».

Crosetto (Guido). Centocinquanta sigarette in un giorno e finisce all’ospedale. Il “gigante” è un tipo spericolato: liberale dal ’94, chiede le primarie nel Pdl e, quando torna “lui”, molla Berlusconi per fondare un partito con gli ex An capitanati da Giorgia Meloni che lotta per entrare in Parlamento. Vita avventurosa quell’ex sottosegretario della Difesa che ammette di sbagliare ma – nonostante i bypass – non intende cambiare vita: «Vivo di eccessi». Bukowskiano.

Empy (il cane, già nota come Trozzy). L’irruzione nella campagna elettorale del “fattore cane”. Tutto ha avuto inizio con il cucciolo al centro della foto a coronare il sogno d’amore tra “Pascalina” e Silvio. Il carico lo ha messo Michela Vittoria Brambilla che ha regalato al Cav una trovatella che lui, prontamente, ha ribattezzato “Vittoria”. Ci ha pensato Daria Bignardi, allora, a dare a Monti l’assist per dimostrare che anche il tecnico ha un cuore: «Professore, ecco Trozzy». Lui analizza («è empatica questa creatura»), valuta («vede com’è morbida?») e a un certo punto lancia l’offerta: «Posso portarla via?».

Foiba (la). Cavità carsica nella quale venivano gettati – a volte ancora vivi – gli italiani del confine orientale, per il solo fatto di essere italiani, dai comunisti titini. Il termine vince il “premio” come il meno pronunciato dai politici durante l’arco della settimana. Piccolo dettaglio: sarebbe, questa, la settimana nazionale per il ricordo dei martiri delle foibe. Vergogna.

Giannino (Oscar). Il leader di “Fare” è diventato lo spauracchio di Silvio Berlusconi. A quanto pare i voti in Lombardia per la lista del giornalista ex amico potrebbero determinare la vera sconfitta del centrodestra. Ma c’è un retroscena che solo Barbadillo  è in grado di svelare con il contributo di uno psicanalista che – ovviamente – vuole rimanere anonimo: «Freud – ci spiega prendendo l’immagine di “Comunisti per Oscar Giannino” – direbbe che il Cavaliere, scambiando la parodia di Oscar nelle vesti di Lenin per la realtà, lo stia scambiato per l’elemento “perturbante”: di qui la sua fatwa». Avvertire Bonaiuti.

Grillo (Beppe). Ha attraversato lo Stretto dimostrando “italico vigore”. Vuole riempire la piazza “rossa”, quella di San Giovanni a Roma quando il Pd si rifuggirà in una location più piccola. Allo stesso tempo non chiude le porte ai militanti di CasaPound e non perde nemmeno un voto per questo. Mimetico, postideologico e in forma, il leader del Movimento Cinque Stelle – grazie anche allo scandalo del Monte dei Paschi di Siena – ha recuperato terreno in tutti i sondaggi e, a quanto pare, ha scavalcato la coalizione di Mario Monti. Tsunami in arrivo sull’Aula “sorda e grigia”?

Sanremo. L’edizione del festival della canzone italiana si svolgerà a ridosso delle elezioni. Berlusconi sa bene che ogni mossa del duo stra-schierato Fazio-Littizzetto potrà essere utilizzata per dimostrare – secondo manuale del perfetto maccartista – che la Tv di Stato è in mano alla lobby comunista e recuperare così il restante terreno per la sua rimonta. Panico tra i democrat che fanno recapitare pizzino a Fabio Fazio: «Fabio, dobbiamo controbilanciare il Festival. Ci è venuta un’idea: coro finale di tutti gli artisti che intonano “Azzurra libertà…”».

Vittoria (il cane). Vedere la voce Empy.

Di Antonio Rapisarda

3 risposte a L’abbecedario. La settimana politica dalle promesse-choc a Sanremo al silenzio sulle foibe

  1. L’Italia non riesce a fare i conti con il proprio passato e anche l’informazione mainstream, come si dice oggi, ci mette la sua zampetta luciferina. Ne è una ulteriore riprova – ma personalmente non avevo dubbi che ciò puntualmente si ripetesse pure quest’anno – il silenzio quasi totale rispetto alla celebrazione del Giorno del Ricordo, che vuole ricordare i martiri delle foibe istriane, massacrati dai partigiani titini. Molti, ancora oggi, li considerano morti di serie B, se non peggio. Con disprezzo di loro dicono “erano morti fascisti”. E chiedo: se ci furono, come ci furono, tra loro morti fascisti non è umanamente giusto rispettare anche loro? Ben 68 anni sono trascorsi dalla fine della 2a guerra mondiale, ma purtroppo è diffusa l’opinione che soltanto alcuni morti vadano ricordati e onorati.

  2. Un caro saluto Giovanni, quanto alla tua domanda purtroppo penso proprio che si, vi sono ancora morti di serie A ed altri di (una o o anche piu’…….) serie minori.
    D’altronde alcuni fatti incresciosi e tragici del dopoguerra sono venuti alla luce solamente negli ultimi sette-otto anni ed e’ durissimo scoprire tutto uno coperchione che si e’ sempre autoalimentato di mezze verita’, falsi , presunti”storici”, cifre che si gonfiano o si riducono a secondo dei soggeti coinvolti, resistenti dell’ultimissima ora che si scoprono tali giusto giusto in prossimita’ del 25 aprile 1945 e minacciano facendo la voce grossa quando si scopre il loro passato di poco piu’ recente quella data o quando (colti con le mani nel sacco………) dichiarano che non potevano sapere. Strano pero’ come non potessero sapere ad esempio gia’ nel 1943 fatti avvenuti nel 1940 o mettiamoci un altro annoa caso nel 1938. Quindi NON sapevano ma approvavano ed applaudivano, finche’ potevano averne un tornaconto, poi DOPO improvvisamente si scopre che NON potevano sapere……..Capisci dunque che con siffatti personaggi o certe imposizioni e’ difficile che finalmente tutta la verita’ venga a galla.

    Agostino

  3. Agostino ricambio i saluti. Sempre avanti così con il pensiero libero di Barbadillo.

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