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L’abbecedario. La settimana politica da Balotelli a Mussolini, dalla Nutella alla Bidella

Pubblicato il 3 febbraio 2013 da Antonio Rapisarda
Categorie : Scritti

balotelli berlusconiBalotelli (Mario). Varrebbe da solo, si dice, due punti percentuali alle elezioni. O forse, si dice anche, nemmeno mezzo. Sta di fatto che è un vero colpo di mercato il quale, congiuntura cronologica, coincide guarda caso con il clou della campagna elettorale. Quindi un gettone per Silvio Berlusconi che, dopo averlo male apostrofato (dice “per abbassarne il prezzo”), dovrà cercare di gestire l’esborso milionario per il talentuoso attaccante ammiccando i tifosi senza offendere chi non arriva alla terza settimana del mese. Potenziale boomerang, insomma. (p.s. C’è da dire che quelli de “La generazione Balotelli” – fieri antiberlusconiani – a denti stretti rosicano. I milanisti tra di loro un po’ meno, ovvio).

Bidella. Gaffe (indicativa) di Anna Finocchiaro che se n’è uscita così, «stiamo parlando di parlamentari, non di bidelle», in un dibattito sulla presenza delle donne in politica. Il web (bidelle incluse, of course) si scatena contro la presidente dei senatori del Pd che, già qualche mese fa, aveva fatto discutere per le immagini degli uomini della sua scorta che “gentilmente” spingevano il suo carrello pieno zeppo di roba Ikea. Imbarazzo tra i democrat, colpiti nel nervo scoperto della malcelata superiorità (di classe). Qualcuno tra i suoi le ha consigliato: «Anna, la prossima volta chiamale “collaboratrici scolastiche”…».

Cosentino (Nicola). Anche se non è più in lista la presenza dell’“impresentabile” Nick si sente, eccome. Dopo la conferenza stampa “show” il ras del Pdl campano ha fatto capire l’antifona: “voti per il Pdl non ne porto manco ammazzato”. La Campania sembra oramai persa per il centrodestra. Un piezz ‘e core se n’è andato.

Falcone e Borsellino. Nomi sui quali la polemica tra toghe – ossia l’engage tra Antonio Ingroia e Ilda Boccassini – ha raggiunto il punto di non ritorno. Il candidato premier di Rivoluzione civile cita gli uomini dello storico pool antimafia per rispondere alle accuse provenute, all’apertura dell’anno giudiziario, sull’eccessivo protagonismo di certi magistrati. A muso duro risponde la pasionaria della procura di Milano che gli rimprovera il paragone indegno. Scontro tra manette, insomma, con evidenti scintille. Consiglio arrivato da più parti: lasciare i due (veri) martiri della lotta antimafia fuori dalla campagna elettorale. Grazie.

Feltri (Vittorio). “Mignotte nelle liste del Pdl” ha denunciato il guru dei giornalisti di centrodestra. Irrequieto Feltri alla vista del mancato ricambio nel partito di Berlusconi, a maggior ragione per il fatto che siederanno in Parlamento alcune deputate (i cui profili sono ancora oscuri) per meriti non strettamente politici. Feltri, di tutto questo, si è stancato. Qualcun altro evidentemente no…

Monte dei Paschi di Siena. La spada di Damocle sulla testa del Pd. L’intreccio tra banche e politica con annesso scandalo e inchiesta giudiziaria preoccupa non poco Pierluigi Bersani. Come se non bastasse persino Mario Monti si è messo a dare lezioni di indipendenza: “Basta politici nelle banche”. Ma è tutta tattica. Barbadillo infatti è in grado di svelarvi un’anteprima. Il giorno dell’accordo al Senato con i centristi il Pd Bersani esulterà così: “Abbiamo un banchiere!”.

Mussolini (Benito). Le rilevazioni – anno di grazia 2013 – dicono che quasi della metà degli italiani crede che il Duce “abbia fatto anche delle cose buone”. Argomento di campagna elettorale.

Nutella. Nanni Moretti ne ha fatto un’icona immaginaria della sinistra che pensa. A infangare l’adorata crema della gauche ci ha pensato, però, il consigliere regionale del Pd in Lombardia che acquistava la prelibatezza (dentro una crepe) a spese del contribuente. Il grande Gaber avrebbe cantato così: “spalmare il caviale è di destra, ma con la Nutella è di sinistra…”.

Ohio. Che c’azzecca lo Stato americano – quello che ogni volta fa penare molti papi i pectore che escono dal conclave di nuovo cardinali? C’entra, c’entra. Perché l’Ohio italiano si candida a essere la Lombardia, regione determinante – per numero di abitanti – per avere la maggioranza in Senato. Regione, però, dove è il centrodestra a essere avanti nei sondaggi. Dal quartier generale del Nazareno il Pd ha pronta una contromossa: occorre raddoppiare le nascite in Emilia Romagna…

Di Antonio Rapisarda

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