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Destre. Veneziani: “Voto di testimonianza: Fdi come Msi. Fondazione An? Una immobiliare”

Pubblicato il 16 aprile 2014 da Arthur Antunes Coimbra meglio noto come Zico
Categorie : Politica

alleanza nazionaleMarcello Veneziani non le manda a dire. Lo scrittore barese, editorialista de Il Giornale, non è un sostenitore entusiasta delle destre in campo per le Europee. Più volte le ha chiamate “destrine” e noi su Barbadillo abbiamo evidenziato come si sia passati dalla “Fiamma ai fiammiferi”. Sul quotidiano della famiglia Berlusconi Veneziani ha poi spiegato che davanti all’ipotesi di non avere un partito nel quale riconoscersi e al quale dare un voto utile, si torna indietro. Al dopoguerra, o agli anni della Prima Repubblica: il voto a Fratelli d’Italia ritorna come la croce sulla Fiamma del Msi, voto di testimonianza.

confresso fdi“Oggi – scrive Veneziani recensendo il libro di Gianni Alemanno pubblicato per il Borghese – è possibile un Partito della Nazione? È difficile, a partire dal consenso. La Meloni è brava e battagliera ma non basta. Con disperato ottimismo possiamo solo dire: meglio una piccola cosa che il nulla. Allo stato attuale, la destra può chiedere solo un voto di pura testimonianza, come era quello al Msi (ma su piani diversi), di adesione a una familiarità di linguaggio, di retaggio, di idee che non troveranno attuazione politica. L’eredità di An è finita nel nulla e nulla ha lasciato. Non resta loro che chiedere un voto “inutile” ma di testimonianza, sostenendo che l’alternativa non sia il voto utile ma quello dannoso”.

VENEZIANIPoi si sofferma sull’immobilismo della Fondazione An, che pure aveva cercato Veneziani per un progetto di formazione culturale (che fine ha fatto l’iniziativa?). L’autore de “La Rivoluzione conservatrice in Italia” accusa la Fondazione di essersi ridotta ad una immobiliare: “Partito di testimonianza – conclude Veneziani – non vuol dire però con una forte ispirazione culturale. Su quel piano la destra è sempre stata latitante e i momenti di vitalità culturale a destra non sono mai stati interni ai partiti, dal Msi in poi, ma sempre fuori, se non contro. Una storia vecchia, dunque. Oggi la destra dispone di un forziere con un buon patrimonio, la fondazione An, ma non intende spenderlo per la formazione politica e culturale. Si considera una specie di immobiliare, una polizza per il futuro da non toccare. Forse non si rendono conto che la destra rischia di sparire e quel patrimonio di restare paralizzato nei veti incrociati. Le sole possibilità di salvezza per la destra sono affidate a volti nuovi e alla capacità di rischiare, di giocarsi tutto, di investire sul futuro. Come è finora accaduto dovranno prima urtare con la dura realtà e poi magari converranno. Sperando che allora non sarà troppo tardi”.

@barbadilloit

Di Arthur Antunes Coimbra meglio noto come Zico

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