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Politica-Mps. Rino Formica: “La politica rimuova approfittatori e incompetenti”

Pubblicato il 3 febbraio 2013 da Rino Formica
Categorie : Corsivi

mps pdLa democrazia dell’alternativa è il superamento della democrazia fragile. La prima fase repubblicana coincise con il consolidamento della democrazia nascente e aprì la strada alla democrazia dell’alternativa. La seconda fase repubblicana è comunemente chiamata la stagione dell’alternativa, del bipolarismo e della democrazia compiuta. Ma i modelli culturali di riferimento della democrazia fragile sopravvivono e regolano i comportamenti delle nuove classi dirigenti.

La democrazia dell’alternativa si espande e si consolida quando le istituzioni sono forti e non scalabili. Condizione necessaria è la separazione tra continuità delle istituzioni e ricambio dei governanti. Le democrazie sono forti quando reggono alla spietata e aggressiva critica a chi governa le istituzioni. Per la critica agli occupanti le istituzioni, ogni momento è buono, ogni stagione è propizia.

Attualmente nel nostro Paese convivono due diverse sensibilità sul tema. Vi è chi vuole fare piazza pulita della politica nelle istituzioni per aprire la strada  a poteri senza rappresentanza, e vi è chi identifica le istituzioni con il personale politico che le occupa. Ed è così che nasce la teoria dell’intoccabilità di alcuni istituti e dell’immunità per i rappresentanti dei gruppi politici prevalenti.  Non si può parlar male di un magistrato perché si colpisce l’autonomia del potere giudiziario; non si può criticare una campagna fraudolenta della stampa perché si attenta alla libertà d’informazione; non si possono sollevare dubbi sull’operato del governatore della Banca d’Italia perché può crollare la credibilità dell’Italia nei mercati finanziari; non si può mettere in discussione l’utilità della pattuglia acrobatica tricolore perché si offende così la bandiera e il prestigio nazionale. Così potrei continuare con un centinaio di esempi.

Ma ciò che mi preme dire è cosa ovvia e naturale. E’ da vent’anni che tutta l’Italia che conta è suggestionata dall’esempio americano, ma dall’America si importano stili di vita, usi e costumi, ma si rifiuta lo stile di vita democratica. In America tutti sono criticabili e processabili, dal presidente al banchiere al militare in Afghanistan, ma le istituzioni restano il sale della terra americana. Oggi in Italia non si tratta di cacciare i partiti dalle banche o i banchieri dai partiti. Il potere politico ha il dovere di rimuovere dalle istituzioni chi non vigilò, chi ne approfittò e chi è privo di competenze. Questa è la democrazia forte dell’alternativa, bellezza!

ps Vorrei ricordare ai compagni dell’ex Pci che Togliatti nel 1963 criticò il governatore della Banca d’Italia, Guido Carli, per l’orientamento di politica economica contrario agli interessi del paese. Fu anche quello un attacco all’autonomia della Banca d’Italia?

* dalla rubrica delle lettere de Il Foglio di sabato 2 febbraio 2013

Di Rino Formica

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