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Mozilla. Il politicamente corretto decapita il manager anti nozze gay

Pubblicato il 8 aprile 2014 da Francesco Filipazzi
Categorie : Cronache

brendan1“Sei contro le nozze gay? Allora ti devi dimettere”. Brendan Eich, dopo pochi giorni dall’assunzione della carica, non è più il Ceo di Mozilla foundation, obbligato a fare un passo indietro a causa delle sue idee avverse ai matrimoni gay. Prova ne sarebbe una donazione di 1000 euro a favore di Proposition 8, che si prefiggeva di mettere in discussione le nozze omosessuali in California. Eich, che è un manager di assoluto valore nonché tra i maggiori innovatori del settore negli Usa, diventa così vittima sacrificale sull’altare del politicamente corretto.

La realtà, di fatto, supera la fantasia di scrittori come George Orwell. Nella Silicon Valley il matrimonio omosessuale è diventato un totem e la minaccia di boicottaggio contro Mozilla da parte delle comunità gay ha indotto al siluramento di Eich.

Chi è Brendan Eich?

E’ stato uno degli informatici più importanti degli ultimi vent’anni. Fra gli sviluppatori del browser Netscape, prima alternativa a Internet Explorer, contribuì alla nascita di Mozilla e quindi di Firefox, facendo crescere quella parte del web che non si rassegnava al predominio e al monopolio di Microsoft. Eich è stato il creatore del linguaggio di programmazione Javascript, una delle basi dei siti internet di tutto il mondo. Essere un creativo geniale non lo ha preservato da una surreale levata di scudi.

forbesIl popolo del web e gli intellettuali si sono divisi, e la posizione più sorprendente è stata quella del blogger gay Andrew Sullivan. Contrapposti a chi vede nella morte sociale di Eich la giusta punizione per quella donazione di 1000 euro, si trovano molti opinionisti che considerano questa decisione figlia di un pericoloso giacobinismo.

Il blogger Andrew Sullivan – repubblicano e omosessuale – è molto duro al riguardo, scrivendo che “questo episodio è disgustoso e dovrebbe disgustare chiunque sia interessato a vivere in una società tollerante e plurale”. Le opinioni sul caso sono state raccolte da Forbes, in un articolo dal titolo “Eich persecutore o perseguitato?”, in cui è spiegato come ormai, se si vuole far carriera nelle grandi aziende USA, non si possono rilasciare dichiarazioni contro i matrimoni gay o contro l’ambientalismo.

Spiazzati i progressisti di Repubblica

Repubblica, con un articolo a firma di Federico Rampini, non ha potuto non registrare la clamorosa vicenda e soprattutto come il manager creativo sia stati difeso proprio da una larga parte della comunità gay. “Si può essere gay e comportarsi come dei bigotti per la propria causa? Il fondamentalismo libertario è pericoloso come i fanatismi della destra religiosa?”: queste domande retoriche di Rampini evidenziano come anche per il quotidiano progressista la sanzione per un finanziamento ad un comitato a difesa della famiglia tradizionale non possa generare discriminazioni sul lavoro. E aggiungiamo, noi di Barbadillo, che ci sarebbe da scandalizzarsi anche se un manager fosse costretto a dimettersi per aver finanziato una fondazione libertaria.

@cescofilip

@barbadilloit

Di Francesco Filipazzi

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