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Calcio. Tifosi virtuali negli stadi veri: l’esperimento Front Row all’Old Trafford

Pubblicato il 7 aprile 2014 da Giovanni Vasso
Categorie : Sport/identità/passioni

oldtrafford5Sembra il sogno deviato di uno scienziato pazzo. Non è così, è la triste realtà di un calcio sempre più malato, schiavo del denaro ad ogni costo che non si ferma davanti a nulla. Abbiamo assistito alla lenta, ma inesorabile, trasformazione delle squadre di calcio prima in ‘club’ poi in ‘asset’. I presidenti si sono trasformati da ‘ricchi e scemi’ a manager di alto profilo (sic). Adesso dobbiamo stare a guardare mentre gli stadi si trasformano in catini virtuali, dove i tifosi in carne ed ossa verranno piano piano sostituiti da sostenitori virtuali (paganti non al botteghino ma alle pay tv e ai siti di ritrasmissione degli incontri di calcio) il cui bel faccione domestico viene proiettato a bordo campo. Si chiama Front Row quest’invenzione. E il Manchester United l’ha già adottato. La Nemesi divina, però, se l’è presa regalando ai Red Devils l’anno sciagurato di David Moyes e la perentoria sconfitta contro il Liverpool, partita d’esordio dell’ultima diavoleria tecnologica associata al calcio.

QUANDO CI PROVO’ LA TRIESTINA…tutti diedero addosso alla società alabardata. Era l’anno di grazia 2010, Serie B. Allo stadio Nereo Rocco non ci andava più nessuno. Colpa di una squadra non proprio esaltante, già all’inizio del campionato. E così la società si inventò il pubblico finto. Un maxi telone coprì un settore dello stadio con le immagini di tifosi festanti, in delirio, ebbri d’amore per la squadra. La Triestina vinse quell’incontro (era contro il Pescara) ma la dirigenza giuliana fu aspramente criticata da tutti. Non si sostituiscono i tifosi veri con delle immaginette di cartone. Pure Umberto Saba era ormai morto da troppo tempo. Nessuno mosse una sillaba a difesa degli ultras fasulli. Allo United, invece, nessuno muove alcuna critica. Certo, gli schermi proiettano le immagini di sostenitori reali grazie alle diavolerie hi-tech di Google. Non sono di cartone, loro. Sono virtuali, che è peggio. E c’hanno qualche soldino da spendere. Sarebbe un vero peccato non prenderli, vero? E chissenefrega se non conoscono l’odore dell’erba falciata dalla ruvida entrata di un difensore sugli stinchi del campione. Hanno l’ardire (prezzolato, ma a basso costo) di piazzarsi con i loro faccioni a bordo campo, comparendo davanti agli occhi di Rooney e compagni. Sono i fantasmi del tifo a distanza (e a pagamento).

IL CONSUMATORE PRIMA DI TUTTO. E non diteci che non sarà così. E’ una prospettiva intollerabile, questa, per chi si ostina a voler vedere nel calcio l’ultimo brandello di poesia in una società senza sogni. Lo spot di Front Row (quassù) lo propone quasi come uno strumento di liberazione per i popoli oppressi del terzo mondo. In realtà pare più un’offerta finalizzata ad appare l’ego di chi vuol farsi vedere da tutto il mondo. La retorica da lotta alla fame (di calcio) nel mondo che è facimente smontabile con una sola considerazione: per recapitarsi – elettronicamente – sul prato dell’Old Trafford occorre poter acquistare i diritti per la diretta televisiva di un incontro. E prima ancora riuscire a comprare un computer e garantirsi l’accesso a internet. Risulta difficile pensare che quei ragazzi africani sui motorini sbrindellati che si vedono nel video saranno gli effettivi destinatari dell’ultima clamorosa offerta calcistica…

HA RAGIONE IL CITY? La tifoseria del Manchester City è tra le più orgogliose d’Inghilterra. Si racconta che negli anni passati – quando non era ancora diventata la squadra degli Sceicchi d’Inghilterra – gli Sky Blues incontrarono l’Arsenal. Che rifilò alla loro squadra cinque pappine. Ma nonostante ciò continuarono imperterriti a sfidare la corazzata Gunners : “Boring, boring Arsenal”, ‘noioso, noioso Arsenal”, l’etichetta che la squadra londinese si è cucita addosso negli anni ’50 e ’60 quando vinceva senza produrre gioco. Facendo incazzare gli esteti (e non) di tutto il Regno Unito. Oggi, i tifosi del City – in tempi di assoluta supremazia cittadina (vero, Moyes?) – rivendicano la ‘superiorità’ della loro Firm. Lo United è la squadra dei ‘turisti’, mentre chi è davvero di Manchester non può che sostenere il City. La globalizzazione del tifo avrà portato centinaia di milioni nella casse dei Red Devils, ma non li salverà dagli sfottò dei ‘cugini’ Citizens…

@barbadilloit

Di Giovanni Vasso

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