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Il caso. Chievo-Torino nel giorno di Superga. E la Lega rifiuta di spostare la gara

Pubblicato il 4 aprile 2014 da Mario De Fazio
Categorie : Sport/identità/passioni

Grande TorinoNel calcio spezzatino non c’è posto per la memoria. E nemmeno per il buonsenso o per il rispetto del ricordo di una tragedia che non appartiene a una curva o a una società calcistica. Ma a tutti gli appassionati di questo sport. La Lega calcio ha rifiutato di spostare, come richiesto dal Torino, la data del fischio d’inizio della gara che vedrà i granata di Ventura ospiti del Chievo Verona. Quella partita, da calendario, è prevista per il 4 maggio. Quel giorno, però, cade il 65esimo anniversario della tragedia di Superga, lo schianto aereo in cui persero la vita 31 persone e l’intera rosa del “Grande Torino”. Più che una squadra, un’istituzione. Per celebrare la quale, da qualche anno, si svolge una cerimonia – alle 17,03 del 4 maggio, nel momento in cui il velivolo si abbattè sulle colline alle porte di Torino – nella basilica di Superga.

La società guidata dal vulcanino Urbano Cairo ha inoltrato, nei giorni scorsi, una formale richiesta. La Lega per il momento ha detto no, senza specificare le motivazioni. Qualche malizioso potrebbe pensare che c’entrino ragioni commerciali, considerata lo scarso appeal mediatico della gara. Macché, sarà per far giocare tutti in contemporanea, in modo da garantire il regolare svolgimento del torneo. Peccato che in quella giornata, la terzultima, per seguire le partite occorrerà un’agenda. Sono previsti, infatti, un posticipo alla domenica sera (il derby di Milano), due al lunedì (Lazio-Verona alle 19 e Juventus-Atalanta alle 21) e addirittura due al martedì (Fiorentina-Sassuolo alle 19 e Napoli-Cagliari alle 21). Si arriva al martedì perché la Lega ha stabilito che la finale di Coppa Italia, tra la Viola e i partenopei, si giochi il 3 maggio, di sabato sera. A proposito: è lo stesso motivo per cui non sono previsti anticipi. Giusto. Non si possono guardare – ovviamente seduti comodamente in poltrona, mica allo stadio – due partite in contemporanea. Gli sponsor cosa direbbero?

Qualcuno, però, ha deciso di passare al contrattacco. E di promuovere una petizione da inviare alla Lega calcio per chiedere di modificare la data di Chievo-Torino. La proposta è del presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata e del Museo del Grande Torino, Domenico Beccaria, che ha invitato tutti i tifosi del Toro a mandare una mail alla Lega per chiedere il cambio della data. Giocando in un giorno diverso, spiega, anche i giocatori della prima squadra potrebbero partecipare alla messa di commemorazione.
Ecco il testo della lettera: “Protesto formalmente – scrive Beccaria – per la mancata concessione dello spostamento della partita Chievo-Torino che non permetterà alla squadra la commemorazione del 65° anno della tragedia di Superga. Vi invito a rivedere la vostra decisione, o, in subordine, di smettere, per coerenza, di multare cori e striscioni che oltraggeranno in futuro la tragedia”.
Beccaria ha usato la parola coerenza. Difficile capiscano, dalle parti della Lega. E mentre sui social network esplode la rabbia dei tifosi granata, qualcuno ha persino lanciato l’idea di mandare a Verona la Primavera. Sarebbe un segnale forte, uno schiaffo ai sepolcri imbiancati di un calcio sempre più grigio e triste. Si può spostare l’orario di una partita per motivi di ordine pubblico. Oppure perché le televisioni chiedono piatti succulenti da mandare in tv a colazione, pranzo e cena. Per la storia e il ricordo di 31 persone morte, no. Non è concesso. E poi hanno anche la faccia tosta di dire che sono gli ultras a rovinare il calcio.

@barbadilloit

@mariodefazio

Di Mario De Fazio

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