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Ilva. Il surreale concorso fotografico del Codacons e l’animo ferito della città jonica

Pubblicato il 26 gennaio 2013 da Giuseppe Carucci
Categorie : Scritti

Singolare iniziativa quella del Codacons, non c’è che dire: un concorso fotografico dal titolo “Fantasmi su Taranto”. I fotografi, dovranno sintetizzare nello scatto il concetto di morte ed inquinamento. L’associazione consiglia: “La foto potrebbe rappresentare ad esempio una persona distesa a terra con l’Ilva sullo sfondo”. I tre fotografi, quelli più bravi, i più “ creativi”, scelti da un apposita commissione del Codacons a insindacabile discrezionalità artistica, potrebbero addirittura rischiare di vincere un singolare premio: un bel check-up anti-tumorale. Avete letto bene, non stropicciatevi gli occhi. L’iniziativa lanciata in città, ha destato non poche perplessità, e segue l’azione collettiva ampiamente pubblicizzata sui social network dal Codacons. Al costo di 50 euro infatti – quota comprensiva di iscrizione all’associazione- si può partecipare all’azione collettiva difronte al  TAR del Lazio per ottenere l’eventuale risarcimento dei danni esistenziali, morali ed alla vita di relazione, da compromissione del diritto alla salute.

Ma la città di Taranto, presa da una moltitudine di vicissitudini e temi pregnanti che la spaccano profondamente tra  sostenitori del diritto alla salute e quelli del diritto al lavoro, aveva bisogno di questo concorso fotografico? Serviva davvero aggiungere ulteriore motivo di discussione e discordia, ad un dibattito che tiene già alterati gli animi di un intera comunità? Abbiamo voluto saperne di piu’ e contattato il Presidente dell’associazione nazionale, l’avvocato Marco Ramadori,  che ha risposto alle nostre domande.

Presidente, come è nata l’idea di indire questo concorso, come ne avete scelto il nome e quali sono i fini del concorso stesso?

“Questa è indubbiamente una provocazione, un  concorso fotografico di abbinamento tra l’Ilva e la morte. Un modo per denunciare lo scandalo che la salute dei cittadini di Taranto è messa a rischio e danneggiata da decenni. La salute dei cittadini va tutelata in maniera preventiva. Il Codacons ha lanciato un’azione di risarcimento dei danni per tutti i cittadini che vivono a rischia di vita in questa situazione dell’Ilva. Noi abbiamo ricevuto centinaia di migliaia di segnalazioni di cittadini che ci chiedevano se fossero in pericolo per possibili insorgenze di tumore. Purtroppo la gente si rivolge alle associazioni private perché le amministrazioni non danno le risposte che dovrebbero dare.”

Avete indetto questo concorso estendendo la partecipazione anche a non professionisti e inesperti. Non temete che il tema, delicatissimo, possa essere sviluppato senza il necessario riguardo verso gli operai che perdono il lavoro o i malati di tumore? O che si possa acuire il già presente clima di tensione?

“La sua è una domanda giustissima ma la risposta è molto semplice: la mancanza di pudore e di rispetto ce l’ha chi ha messo i residenti di Taranto in questa situazione, chi da anni non fa nulla per intervenire, sono questi che si prendono gioco ed umiliano la salute dei cittadini; un’umiliazione data dalle strutture sanitarie che non fanno nulla e lasciano  i cittadini nel dubbio ed alla mercé della morte, perché è un fatto oggettivo che la gente muoia di cancro. La mancanza di rispetto ce l’ha chi gioca con la salute dei tarantini di certo non un concorso fotografico. Noi utilizziamo il sarcasmo, l’ironia per denunciare un problema vero della gente”.

Quando parla di mancanza di rispetto si riferisce alla classe dirigente di Taranto ed alla proprietà dell’Ilva? “Certo, alla proprietà dell’Ilva e a chi avrebbe dovuto controllare in questi anni e non ha controllato. Le società private alla fine fanno i loro interessi economici, quindi sono le amministrazioni pubbliche, chi ha responsabilità pubbliche, che dovrebbe intervenire ed alla fine non interviene. Infatti l’azione collettiva che noi facciamo non è contro l’Ilva ma contro le amministrazioni. In passato ne abbiamo fatta un’altra denunciando la presenza di arsenico nell’acqua potabile della regione Lazio e l’abbiamo vinta davanti al Tar del Lazio ottenendo un risarcimento.”

Avete messo in palio  un premio quanto mai singolare; si dovrebbe vincere infatti un check-up antitumore. Perché questo premio e qual è lo studio medico  che dovrebbe svolgere questo servizio? Qual’è lo studio medico tarantino con cui collaborate e che dovrebbe svolgere questo servizio? 

 

“Per il momento non intendiamo rendere pubblico il nome dello studio che si è prestato a questa collaborazione. Anche il premio del concorso è una provocazione e scelto con ironia, con il fine di suscitare indignazione nei cittadini tarantini che non hanno ancora la possibilità di eseguire ciclicamente degli screening  che consentano loro di tenersi aggiornati sul proprio stato di salute.”

Ritiene che la città di Taranto possa accogliere  positivamente questo concorso? Alcuni ritengono che si possa banalizzare la situazione e proporre Taranto all’opinione pubblica nazionale come un  fenomeno da baraccone.

“Crediamo di sì, abbiamo ricevuto tante, tantissime telefonate di persone che si sono congratulate con noi ed hanno mostrato riconoscenza nei nostri riguardi. Ve la dovete prendere con chi vi ha trattato male in tutti questi anni. Le persone di Taranto hanno diritto a essere trattate come quelle di tutte le altre città d’Italia.”

Il presidente è fermo, deciso, convinto delle scelte del Codacons. Il problema dell’inquinamento esiste certo. Taranto è città inquinata, probabilmente piu’ di altre ma non meno di decine di altri agglomerati urbani nella penisola. In questi mesi i cittadini del capoluogo jonico, si sono divisi su temi importanti come quello della salute e del lavoro, proprio nel momento in cui si doveva restare uniti e pretendere aria piu’ salubre, attraverso gli interventi di ambientalizzazione della fabbrica previsti nell’ultima pagina del rapporto Sentieri e dall’AIA(decreto legge). In realtà, la reazione dei tarantini a questo concorso fotografico indetto dal Codacons, è stata di vera incredulità. Perché scegliere questi toni provocatori, che indubbiamente esasperano gli animi, proprio nel momento storico in cui in città si respira un forte clima di tensione legato al futuro del piu’ grosso centro siderurgico europeo e dell’intera comunità tarantina?

Di Giuseppe Carucci

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