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L’appello. Meloni (Fdi): “Napolitano non firmi la legge che privatizza Bankitalia”

Pubblicato il 30 gennaio 2014 da Redazione
Categorie : Cronache Economia

banca d'italia«Mi appello a Napolitano: firmare la legge che privatizza Bankitalia sarebbe un tradimento della Costituzione». Così Giorgia Meloni, il giorno dopo le protesta in Aula che hanno visto l’inedito asse Fratelli d’Italia-Movimento 5 Stelle contestare occupando i banchi del governo, chiede al capo dello Stato di non assumersi la responsabilità di firmare il decreto accusato di rappresentare un regalo alle banche private.  Decreto che, come è noto, è stato contestato con l’ostruzionismo alla Camera dei Deputati e che poi è stato sbloccato dalla tagliola del presidente della Camera Boldrini che ha così messo subito al voto il testo approvato grazie al sì di 236 deputati (209, invece, hanno votato contro).

Il giorno dopo, proprio sul gesto della Boldrini, continua la protesta dei deputati di opposizione. Fabio Rampelli – immortalato nell’occupazione degli scranni del governo con il tricolore – contesta la decisione della terza carica dello Stato: «Non c’è alcun articolo del regolamento che preveda la ghigliottina sulla conversione dei decreti legge. Anzi c’è un articolo, il 154 che prevede esattamente il contrario e che “annulla” tutte le ‘procedure speciali’ che possano essere deliberate dalla presidente della Camera o dalla capigruppo.  Abbiamo il timore che dietro la scelta della presidente ci sia stata una forte pressione da parte del governo, il che rende ancora più grave la decisione di inaugurare la ‘tagliola’ o la ‘ghigliottina’ che dir si voglia». Per queste ragioni il deputato di Fratelli d’Italia chiede «che sia invalidato il voto di ieri e che l’istituto della tagliola, applicato ieri in virtù di un articolo inesistente, sia normato per impedire che si trasformi in un esercizio arbitrario come è avvenuto ieri».

Tutto questo mentre a sinistra – nemmeno il giorno dopo – il tema non viene assolutamente trattato sul punto dolente della rivalutazione delle quote di Bankitalia. Sui social è presa in giro per il video virale pubblicato sul canale Youtube dei 5 Stelle dove i parlamentari del Pd vengono immortalati a cantare “Bella ciao”, proprio nel momento in cui «venivano regalati 7,5 miliardi alle banche private». Solo sul Manifesto è comparso un articolo critico tanto sul comportamento della Boldrini quanto sul decreto in sé: «La rivalutazione-ricapitalizzazione di via Nazio­nale per 7,5 miliardi avverrà con i soldi pub­blici gua­da­gnati da Ban­ki­ta­lia con la gestione della moneta cir­co­lante girata dalla Bce. In altre parole, la patri­mo­nia­liz­za­zione degli azio­ni­sti pri­vati di Ban­ki­ta­lia — in prima fila Intesa San Paolo (30,3%) e Uni­cre­dit (22,1%) — sarà fatta con riserve della col­let­ti­vità, accan­to­nate per far fronte a even­tuali emer­genze del paese. Somme enormi, visto che gli addetti ai lavori indi­cano riva­lu­ta­zioni con­ta­bili com­prese fra i 2,7 e i 4 miliardi per i due isti­tuti di cre­dito prin­ci­pali azio­ni­sti di via Nazio­nale. Inol­tre sulle plu­sva­lenze c’è una impo­sta age­vo­lata del 12% invece che del 16%. E i cri­tici cal­co­lano che in pochi anni, attra­verso la distri­bu­zione degli utili futuri, le ban­che azio­ni­ste ripa­ghe­ranno le tasse dovute all’aumento di capi­tale e ini­zie­ranno a guadagnare».

@barbadilloit

Di Redazione

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