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Calcio. Nocerina radiata dalla Lega Pro per il derby-farsa

Pubblicato il 29 gennaio 2014 da Bruce Grobbelaar
Categorie : Sport/identità/passioni

Schermata 2013-11-27 a 16.58.33E’ finita. La commissione disciplinare della Figc ha emesso il suo verdetto sul derby farsa del 10 novembre contro la Salernitana, all’Arechi quando i giocatori finsero improbabili infortuni per far sospendere la gara il prima possibile: la Nocerina è radiata da ogni campionato professionistico italiano. Dieci squalifiche, più o meno pesanti, per dirigenti, calciatori e per il tecnico rossonero.

LA STANGATA – La sentenza della Federazione è stata già notificata alla società campana e a tutti gli interessati. La Nocerina viene radiata dal campionato di Prima divisione della Lega Pro.Tre anni e sei mesi di inibizione per il presidente Luigi Benevento, il direttore generale Gigi Pavarese e per il medico sociale Giovanni Rosati. Tre anni e mezzo di squalifica per l’allenatore Gaetano Fontana e il suo vice Salvatore Fusco. La mazzata  è meno pesante per i calciatori direttamente protagonisti della vicenda: squalifica per un anno nei confronti di Domenico Danti, Edmunde Etse Hottor, Iuzvisen Petar Kostadinovic, Franco Lepore e Lorenzo Remedi. Prosciolti da ogni accusa i loro compagni Davide Evacuo, Luca Ficarrotta, Davide Polichetti, Carlo Cremaschi, Celso Daniel Jara Martinez e Giancarlo Malcore.

L’EPILOGO E LA FORZA OSTENTATA – Che la Nocerina andasse incontro a una sanzione esemplare è  – per citare il mitico Nando Martellino – un fatto ‘telefonato’. La giustizia sportiva, quindi, mostra il suo volto inflessibile di fronte a un episodio – sempre restando nell’ambito di quanto accaduto all’interno del rettangolo verde dell’Arechi – che ha fatto ridere mezzo mondo, e indignare l’altra metà. L’auspicio è che i giudici federali, sempre più protagonisti in un movimento calcistico che sempre più povero di talento rivolge la sua passione sugli scandali più o meno ‘giudiziari’ del pallone, mantengano la loro inflessibilità anche quando si tratterà di giudicare altri episodi. Ne va dell’immagine stessa della giustizia sportiva, che deve evitare di essere percepita sempre come ‘debole con i forti e forte con i deboli’. 

@barbadilloit

Di Bruce Grobbelaar

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