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Calcio. Moscardelli via dall’Italia: il re del web verso l’esilio portoghese

Pubblicato il 25 gennaio 2014 da Beppe Zinetti
Categorie : Sport/identità/passioni

moscardelliDavide Moscardelli ha le valigie in mano, pronto a lasciare l’Italia si accaserà all’Olhanense del vicepresidente Igor Campedelli. Si attende solo l’annuncio ufficiale che getterà nel panico il popolo del web. Barba Rossoblù non deve lasciare l’Italia e c’è chi spera nel Latina.

PORTOGALLO E PC CALCIO – L’esperienza di Campedelli in terra lusitana ricorda molto da vicino alcune strategie di gioco ai primi ‘manageriali’ di calcio che davano la possibilità di guidare squadre straniere. Dato che in pochissimi conoscevano le potenzialità dei calciatori stranieri, praticamente tutti ci si affidava agli artigiani di casa nostra. Così ti trovavi una squadra competitiva zeppa di italiani (per diritto di nascita o lunga consuetudine sui campi di casa nostra) in grado di fronteggiare tutti gli avversari. Igor Campedelli sta facendo proprio così. E dopo aver saccheggiato serie B, serie C e vivai adesso punta dritto al simbolo del calcio multimediale: Moscardelli, l’uomo la cui barba – iperattiva sul web – gli ha consentito di farsi perdonare tutto scardinando come un grimaldello 2.0 i cuori degli internauti di tutt’Italia.

LA MOBILITAZIONE E L’ESILIO REGALE – C’è chi ha lanciato appelli – ovviamente a mezzo social – per indurre il giocatore  più barbuto d’Italia (Sport Week dixit) a restare in serie A. Senza di lui finiranno tante battute sull’attesa di un gol che non arriva mai. Occorrerà seguire la prima divisione portoghese che, volendo, è ancora più triste del fu Campionato più Bello del Mondo. Hashtag, condivisioni, video e strazianti richieste: “Resta con noi, Mosca!“. Ma in un’Italia che non sa più nemmeno farsi una risata pure Barba Volante diventa ingombrante. E così tutto pare pronto per l’esilio portoghese, come Umberto II. Tutto sommato, il Re del web non poteva avere destino troppo differente…

DIAMANTI IN CINA: ALINO IL MANDARINO – A Bologna non c’è aria di smobilitazione. Così giurano. Però Alessandro Diamanti potrebbe andarsene bellamente in Cina a fare il mandarino alla corte del gran Khan Marcello Lippi, imperatore primo della dinastia Guangzhou. Tre milioni e passa di euro sembrano aver convinto il furetto venuto su dalla serie C2 a seguire la Via della Seta (e degli yuan), ma la società non vuole svenderlo e ha pubblicato sul suo sito la ‘risposta’ alla società cinese: “Se lo volete dovete cacciare più soldi”, tradotto dall’italo-cinese d’ordinanza. Vuoi vedere che se Alino se ne va, Moscardelli diventa incedibile?

Di Beppe Zinetti

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