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Cinema. Checco Zalone, maschera dell’altra Italia, ben distante dai salotti conformisti

Pubblicato il 14 gennaio 2013 da Michele De Feudis
Categorie : Cinema

Checco Zalone è una maschera tutta meridiana. Sole a catinelle: è questo il titolo del  suo nuovo atteso film, dopo esser stato il re degli incassi 2011 (quasi 45 milioni di euro con Che bella giornata, il secondo film, dopo Avatar,  più visto di sempre in Italia).

Il successo e la notorietà non gli hanno cambiato la vita. Nessun divismo. Lo abbiamo incontrato qualche sera fa in un pub di Barivecchia. Cappello da baseball in testa, barba lunga. Con gli amici di sempre, quelli di scuola, per una serata trascorsa tra racconti, sfottò, battute e strofe musicali appena accennate. All’università non faceva politica, immerso nei suoi sogni artistici, ma votava alle elezioni studentesche le liste di destra. La famiglia Berlusconi ricorda ancora la ballata con riferimento a cene eleganti e “lettone di Putin” trasmessa su Canale5, in un indimenticabile spettacolo televisivo: la satira, del resto, non può fare alcuno sconto al potere… Non è ideologico, eppure è ideologicamente distante dai conformismi, dagli attori che pontificano urbi et orbi e sognano una comparsata da opinionisti nei talk show televisivi. Lo vedi passeggiare per la piazza di Torre a Mare con la storica compagna, ma non potresti mai fotografarlo nei salotti politicamente corretti, quelli della borghesia riflessiva, a dibattere dell’ultimo saggio di Gianni Vattimo: è ontologicamente un  fenomeno popolare, e del popolo incarna manie, lessico e soprattutto l’anima profonda. In questi anni di vendolismo pugliese, è stato l’unico efficace demolitore dell’immagine buonista del leader di Sel, canzonando il lessico astruso del governatore, reinterpretato in una dimensione più vicina alla supercazzola monicelliana che all’oratoria  sobria dei comunisti italiani.

E’ tutt’uno con Gennaro Nunziante, regista fantasioso, fuori dagli schemi, un creativo in gioventù passato dall’autonomia operaia romana: insieme formano un sodalizio ben assortito, e compongono sceneggiature tra il quartiere popolare e multietnico di Madonnella a Bari e i trulli di Alberobello. In queste location hanno partorito con Che bella giornata una straordinaria parodia del fallacismo, con i terroristi islamici pronti a far saltare il Duomo di Milano messi fuori gioco da una pepata di cozze…

La storia di Sole a catinelle? Il racconto di un padre e di un figlio, impersonato da Checco che padre nella vita vera di Luca Pasquale Medici lo sarà davvero nei prossimi mesi. I luoghi? Tra la Toscana e il Sud d’Italia. La sua biografia è già sul portale Treccani, ma non ricordateglielo: Checco Zalone ha conservato la genuinità dello studente dell’entroterra barese.  Riuscite a immaginarlo nelle vesti istituzionali da voce enciclopedica?

Di Michele De Feudis

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