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Spettacoli. Miss Grace Hall regina del Burlesque riabilita la rivista teatrale

Pubblicato il 15 dicembre 2013 da Marco Petrelli
Categorie : Cultura

motograceL’ultima volta che ci eravamo sentiti Miss Grace Hall (al secolo Emma Nitti) ci aveva parlato della sua idea di una  “rivista”, genere teatrale d’antan, che avrebbe riproposto in autunno in giro per l’Italia.

Eravamo rimasti piacevolmente colpiti dalla cosa: la testa per un momento era nella Brindisi del 1943 con Alberto Sordi e Monica Vitti e  immaginavamo Grace, la regina italiana del burlesque, destreggiarsi tra piume, diademi e corsetti di fronte ad un pubblico in smoking e con la Caporal all’angolo della bocca. Dopo i primi appuntamenti del  Grace’s tricks revue non abbiamo resisitio: dovevamo sapere com’era andata. Leggete cosa ci ha raccontato.

Perché l’idea di una rivista?

Perché è un genere di intrattenimento che può proporre tanti mondi e artisti vari.

Il pubblico del 2013 come ha preso una forma di intrattenimento Anni 40?

Non posso lamentarmi! Il pubblico è numeroso e attivo. E per farti tu stesso un’idea ti aspetto il 19 dicembre per il terzo appuntamento che non devi assolutamente perderti!

Già, ma chi è il pubblico di una regina del burlesque?

Quello che ama lasciarsi travolgere da atmosfere di sogno con leggerezza e spensieratezza.

E’ vero che hai una scuola romana?

Sì, Il Tempio del Burlesque concepito come accademia con corsi destinati sia ad aspiranti performer sia a persone “normali” che intendono divertirsi e mettersi in gioco.  I primi sono concepiti a scopo professionale  e prevedono l’apprendimento di tecniche performative, l’azione nello spazio scenico, la creazione di un personaggio, il gesto e la musica, il trucco e le acconciature, la storia del costume e dello spettacolo, l’ideazione di un costume di scena sino alla sua realizzazione sartoriale, la dialettica del tease (il gioco dello“stuzzicare, ammiccare, provocare”). Gli altri corsi sono invece indirizzati a chi è semplicemente interessata a riscoprire una femminilità di altri tempi, che giocava soprattutto su una poetica dell’indefinito piuttosto che sul mostrare.

Hai molte allieve?

Molte e appassionate.

Perché dedicarsi al B. nel 2013?

E’ un piacevole diversivo per indagarsi e sentirsi più belle. Molte donne non si conoscono e imparare a giocare con la propria femminilità può aiutare a conoscersi di più, o per meglio dire, a riconoscerci.

E invece dicci: chi è la burlesque performer?

Un’artista che porta e condivide con un pubblico tutto il suo mondo.

@barbadilloit

Di Marco Petrelli

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