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Cartoon. Addio al cane Brian centro di gravità permanente delle storie dei Griffin

Pubblicato il 25 novembre 2013 da Francesco Filipazzi
Categorie : Cronache

brianDopo l’invettiva dei Simpson contro la corruzione del parlamento italiano un’altra choc da mondo dei cartoni: ci troviamo oggi a parlare della dipartita del cane Brian Griffin, investito da un’auto nella tredicesima stagione della serie cult dei Griffin. Colonna portante della serie, centro di gravità di una famiglia di spostati che, ironicamente, vedeva nell’animale domestico l’unico elemento razionale, freddo e a volte un po’ cinico, di fronte alle pazzie dei suoi padroni.

Brian era l’unico freno ai deliri del neonato Stewie, che di fatto educa per tutta la serie, mentre i genitori pensano solo a combinare guai. Una specie di grillo parlante, amatissimo dal pubblico anche se la sua natura era quella tipica di un antipatico, di un rompiscatole, che ti giudica sorseggiando un liquore con una voce monotona e sempre uguale. Eppure è l’unico che raccoglie i tuoi cocci quando hai bisogno di parlare e di curarti le ferite. Un’allegoria dei nostri tempi, in cui gli uomini in preda alle follie della modernità sembrano (e anzi sono) meno maturi dei propri animali domestici.

Sembra proprio che, nell’epoca in cui spopolano le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George Martin, sia tracciata la strada della narrazione post moderna. Come insegna l’autore americano infatti, non ci si deve affezionare a nessun personaggio, perché bastano pochi colpi di penna o un fotogramma per eliminare Eddard Stark o Brian Griffin, senza nessuna pietà. La stessa sorte che fra poco toccherà, come già annunciato da qualche tempo, a un personaggio dei Simpson, fino ad oggi rimasto segreto.

In questo modo si chiude quindi un’epoca di gag surreali durata 13 anni e se ne apre una nuova, con il successore di Brian, che si chiamerà Vinnie. Un po’ di paura però ce l’abbiamo, perché da oggi Stewie non avrà più alcun freno ai suoi piani di conquista del mondo.

@barbadilloit

@cescofilip

Di Francesco Filipazzi

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