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Palermo. In piazza per sostenere il pm antimafia Di Matteo: “Non sei solo”

Pubblicato il 19 novembre 2013 da Redazione
Categorie : Cronache

di matteoMigliaia di siciliani in piazza per sostenere Antonino Di Matteo, il magistrato minacciato dalla mafia per la sua attività di contrasto e di indagine. È successo ieri a Palermo che – dopo le stragi di mafie del ’92 – si è sempre schierata a sostegno dell’attività dei giudici minacciati direttamente da Cosa Nostra. La manifestazione, partecipata e alla quale Di Matteo ha fatto recapitare una lettera di ringraziamento, ha attraversato le strade del capoluogo siciliano con in testa uno striscione che recitava “Si muore quando si è lasciati soli”.

La città ha fatto sentire così la sua vicinanza al magistrato che indaga sulla trattativa Stato-mafia e che è finito per questo al centro di minacce da un’intercettazione in carcere di Totò Riina. In piazza tante realtà, dalle Agende rosse a Libera. Alla manifestazione ha partecipato anche il Forum XIX luglio – l’associazione che organizza la fiaccolata per Paolo Borsellino – che ha rilanciato la necessaria trasversalità della lotta antimafia: «Oggi più che mai le associazioni antimafia e tutti i cittadini onesti devono unirsi nel sostegno ai magistrati in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata e nella ricerca della verità sulle stragi del 1992. Un sostegno che deve essere pubblico e unitario, senza alcuna divisione ideologica o politica». In piazza è arrivato anche il presidente della Regione Rosario Crocetta che però è stato contestato vivacemente dai manifestanti No Muos che, evidentemente, non gli perdonano l’atteggiamento ondivago tenuto in questa delicata vicenda.

Questo un estratto della lettera che il pm Di Matteo ha indirizzato ai manifestanti: «Ai tanti cittadini che, anche in questa occasione, hanno voluto manifestarmi la loro solidarietà, sento di dover rappresentare la mia profonda gratitudine e quel fresco vento di speranza che avverto, sempre più intenso, nel mio cuore. Grazie perché la vostra passione per la Giustizia, la vostra sete di verità, costituisce, per noi magistrati, lo stimolo più forte a cercare di portare avanti il nostro lavoro, nonostante tutto, con dedizione, coraggio e spirito di servizio per la collettività».

@barbadilloit

Di Redazione

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