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Nassiryia. Corda (M5S): “L’attentatore? Una vittima”. Fdi e Lega: “Parole vergognose”

Pubblicato il 12 novembre 2013 da Liam Brady
Categorie : Cronache Politica

cordaRicordare insieme ai caduti italiani di Nassiriya anche l’attentatore marocchino, definito “una vittima”: un ennesimo sorprendente oltraggio alla memoria. In una giornata di dolore nazionale, il deputato del M5S Emanuela Corda si è lasciato andare a dichiarazioni deliranti alla Camera.

Ecco il testo dell’intervento della parlamentare grillina: “Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell’attacco kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari; a volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice. Un’ideologia criminale lo aveva convinto che quella strage fosse un gesto eroico, e lo aveva mandato a morire, e non è escluso che quel giovane, come tanti kamikaze islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari, che spesso vengono risarciti per il sacrificio del loro caro”.

 

Immediata è stata la reazione dei parlamentari di Fratelli d’Italia e Lega Nord che hanno definito le parole della Corda “vergognose”. Ignazio La Russa (Fdi): “Possibile che solo ed esclusivamente dai banchi di Fratelli d’Italia, come riportato anche dal resoconto stenografico dei lavori, sia arrivato lo sdegno e la protesta per parole che offendono non solo le vittime di questa strage e i loro familiari ma una Nazione intera?”. Il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga. “Giustificare degli assassini che hanno ammazzato giovani appartenenti delle forze armate è inqualificabile.Il gruppo dei 5 stelle chieda subito scusa ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini di questo Paese”.

La Corda ha poi provato a correggere, quando ormai era troppo tardi, il tiro: ” Estrapolare una parola da un contesto e mistificare il senso di una ‘frase’ che vuol significare l’esatto opposto”.  Ma le dichiarazioni della grillina, riportate testualmente, non si prestano ad alcun equivoco.

@barbadilloit

Di Liam Brady

3 risposte a Nassiryia. Corda (M5S): “L’attentatore? Una vittima”. Fdi e Lega: “Parole vergognose”

  1. Quello che mi separa dalla destra (e non solo questo) del Prof. Marco Tarchi

    Dal sito del Corriere della Sera:
    «Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell’attacco
    kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari . A volte ricordiamo
    anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo
    spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per
    portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne
    parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima,
    perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice». Sono parole della
    deputata del Movimento 5 Stelle Emanuela Corda, nel corso della seduta
    alla Camera per commemorare la strage di Nassiriya nel decimo
    anniversario della strage.

    Emanuela CordaEmanuela Corda «SPINTO DA FAME E IDEOLOGIA» –
    Probabilmente nessuno si aspettava un passaggio del genere
    nell’intervento. Che la deputata ha argomentato così: «Un’ideologia
    criminale lo aveva convinto che quella strage fosse un gesto eroico e
    lo aveva mandato a morire – ha detto riferendosi al kamikaze che
    piombò sulla base italiana a bordo di un automezzo imbottito di
    esplosivo -. E non è escluso che quel giovane, come tanti kamikaze
    islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo
    sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari, che
    spesso vengono risarciti per il sacrificio del loro caro . E se i
    nostri militari furono vittime, non furono solo vittime dell’ideologia
    terroristica, ma anche della politica occidentale: la politica dei
    nostri Governi, che spedirono e continuano a spedire i nostri ragazzi
    sui fronti di guerra, raccontando loro che è eroico occupare i
    territori di altri popoli col pretesto che si sta portando la pace,
    quando invece si fomentano talvolta le ideologie terroristiche, e
    tutti i drammi che ne conseguono».

    LE REAZIONI – Nel silenzio dell’Aula, forse a causa della sorpresa,
    soltanto Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia si alza e replica con
    rabbia: «I kamikaze erano assassini e basta». Ignazio La Russa poi
    commenta: «E’ vergognoso l’intervento in Aula della deputata 5 Stelle
    Emanuela Corda – ha detto La Russa – . Ancora piu’ grave il totale
    silenzio dell’Aula a queste ignobili parole. Dopo arrivano anche le
    critiche unanimi di tutti i gruppi. Anche la Lega insorge: «I 5 stelle
    giustificano i kamikaze islamici – dice Massimiliano Fedriga –
    Giustificare degli assassini che hanno ammazzato giovani appartenenti
    delle forze armate è inqualificabile. Cercare di produrre
    dichiarazioni eclatanti per andare sui giornali speculando sulle
    vittime di Nassiriya è vergognoso». Più semplice e diretto il commento
    del Pd Giacomo Portas: «Corda dica quelle parole in faccia ai parenti
    delle vittime italiane. È un’indecenza che ad esprimersi così sia
    un’esponente del Parlamento italiano».

    Io sono d’accordo con la deputata M5S e contrario a Rampelli, La
    Russa e i vari Fratelli d’Italia. Anche se avrei omesso – per ragioni di efficacia discorsiva – il ricordo del kamikaze e sarei passato subito alle responsabilità occidentali.

  2. La retorica dei diritti umani, delle missioni di pace (sic), delle guerre “in” anziché “a”, ci ha fatto dimenticare che i militari italiani, al carro di quelli americani, invadono stati sovrani. Con tutte le conseguenze, anche tragiche, del caso. Compresa la morte che in guerra è un evento perfettamente inseribile nell’ordine naturale delle cose. E a poco serve obiettare che, rispetto al fronte occidentale, il nemico di turno usa metodi non convenzionali perché ognuno combatte con le armi che ha e – a voler proprio stilare una macabra classifica – c’è più onore negli attentati kamikaze che nell’uso dei droni.
    Si sperava che, dopo il tracollo del berlusconismo, la destra, o presunta tale, avesse fatto qualche passo in avanti. Invece eccola qui, penosamente uguale a se stessa, con quel conservatorismo d’accatto fatto di inni, mimetiche, coccarde, bandiere. E di quella insopportabile retorica yankee dei “nostri ragazzi”.
    ps. Naturalmente, quelli che ora si indignano e ululano contro la deputata 5Stelle sono gli stessi che li hanno mandati lì. A morire per la causa americana.

  3. Caro Leo speranza vana visto che i responsabili della disfatta sono sempre gli stessi. Non è cedrto da questi figuri che ci attendiamo un’analisi intelligente degli eventi.
    Comunque fossi nell’attentatore tunisino mi rivolterei nella tomba a sentirmi chiamare vittima dalla madamina pacifista cinque stelle.

    Quando la finiremo di non riconoscere il coraggio dell’avversario,come si fa a chiamare assassino chi ha sacrificato la vita non in un attentato contro civili inermi ma contro una caserma militare allestita in zona di guerra.
    Nemico si, visto che ha ucciso ragazzi italiani, ma comunque meritevole del rispetto che si deve a un guerriero.

    Che dire invece di chi doveva allestire le difese della caserma?
    La tecnica dei mezzi pieni di tritolo non l’hanno certo inventata a Nassirya.

    Non parliamo poi di chi a livello politico ha deciso di mandare i nostri soldati a morire per difendere gli interessi dei trafficanti di droga (Afganistan) e degli intrallazzatori yankee.

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