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Occupy Labicana. Le 5 domande a Marino: a cosa serve la finta pedonalizzazione dei Fori?

Pubblicato il 25 ottobre 2013 da Elena Barlozzari
Categorie : Cronache

comitatoCinque domande a Ignazio Marino. Così il popolo di Occupy Labicana è tornato a protestare ieri, a Roma, per ribadire la sua contrarietà al nuovo assetto della viabilità, conseguenza di quella che i presenti definiscono «la finta pedonalizzazione» voluta dal sindaco Marino. Il corteo, animato da centinaia di residenti, è partito da Piazza Iside ed ha raggiunto l’incrocio “sensibile” tra le vie Labicana e Merulana, le due arterie che più hanno risentito della riorganizzazione stradale.

I manifestanti si sono poi concentrati in un sit-in, ed i rappresentati dei comitati presenti hanno preso la parola, mentre tra i partecipanti veniva distribuita, appunto, una cartolina da compilare e recapitare proprio ad Ignazio Marino. Il contenuto dell’iniziativa, ideata da un gruppo di residenti ed indirizzata in “Piazza del Campidoglio n°1”, è di cinque domande che i residenti rivolgono al primo cittadino:

«È migliorata la qualità della vita dei cittadini nell’area interessata?»

«È diminuito l’inquinamento acustico ed atmosferico?»

«È migliorata la viabilità in via Labicana, via Merulana, Colle Oppio?»

«Ci sono stati dei benefici per le attività economiche?»

«È stata realizzata la pedonalizzazione intorno al Colosseo?».

Al termine del quiz, una scritta in neretto e ben sottolineata suggerisce: «Se non rispondi con un SI ad almeno una delle domande che ti sono state poste, allora devi cambiare!». Un modo simpatico per spingere il sindaco all’autoanalisi, senza lasciarsi avvelenare dai malumori.

Nel tardo pomeriggio il minisindaco del Pd, Sabrina Alfonsi, ha raggiunto la protesta. «È la prima volta che si presenta. Era ora» – ha sostenuto una signora a pochi passi da dove il presidente del nuovo primo Municipio  ha tenuto il suo intervento. «Mi scuso per non aver partecipato in passato, ma ho avuto degli impegni» – ha spiegato l’Alfonsi subito contestata dai fischi dei manifestanti esasperati. «Mi coordinerò con l’assessore Improta, per effettuare uno studio complessivo della situazione» – ha continuato l’Alfonsi tradendo forse la “fretta” con cui sono stati fatti i lavori a suo tempo, e la mancanza di solerzia poi, nel voler porre rimedio ad una situazione che va avanti ormai da mesi.

Traffico, drastica riduzione dei posti auto, mancato rispetto delle norme di sicurezza previste dal codice della strada e, l’estetica del cuore dell’Urbe martoriata dalle barriere in new jersey:  questo è quanto residenti e commercianti della zona lamentano.  Veloccia e Caratelli, presidenti dei comitati locali e promotori, in accordo col consigliere municipale Stefano Tozzi di Fratelli d’Italia, hanno chiesto tra le altre cose «il doppio senso di marcia su via Nicola Salvi e via degli Annibaldi, in modo da recuperare la viabilità e al contempo pedonalizzare i Fori».

Confluiti alla manifestazione anche i militanti di CasaPound: «L’Esquilino sta morendo, è una terra di nessuno, un non luogo abbandonato dove succede di tutto – ha detto il presidente Simone Di Stefano – un quartiere, che per le scelte sbagliate di Alemanno prima e di Marino poi, è divenuto ostaggio di drogati, sbandati. Per questo siamo e saremo qui ogni giorno, tricolori alla mano, per chiedere regole per salvare un quartiere che sta morendo». Insomma, anche per l’associazione di promozione sociale di via Napoleone III, i disagi creati a residenti e commercianti rischiano di consegnare definitivamente ciò che resta del quartiere in mano al degrado.

Di Elena Barlozzari

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