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Ustica. La Cassazione: Il depistaggio è “accertato” e la tesi del missile “è consacrata”

Pubblicato il 23 ottobre 2013 da Redazione
Categorie : Cronache

>>>/USTICA: CASSAZIONE, FU MISSILE, RISARCIRE VITTIME«Definitivamente accertato». Il “depistaggio” delle indagini sul disastro aereo di Ustica deve considerarsi accertato e per questo serve il nuovo processo civile per valutare la responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti italiani nel fallimento della compagnia aerea Itavia. Così ha stabilito ieri la Cassazione dando ragione al ricorso degli eredi della proprietà dell’Itavia.

Si torna quindi a parlare della strage di Ustica – dopo che a gennaio un’altra sezione della Corte aveva riconosciuto il diritto al risarcimento ai familiari delle 81 vittime – e lo si fa dopo che è stato accolto il ricorso di Luisa Davanzali, erede di Aldo, patron della compagnia aerea Itavia fallita sei mesi dopo il disastro. Ai Davanzali la Corte di appello di Roma aveva sbarrato la strada alla richiesta di risarcimento danni allo Stato, nonostante i depistaggi. Per la Cassazione invece il verdetto d’appello “erra” ad escludere «l’eventuale efficacia di quella attività di depistaggio» e l’effetto sul dissesto dell’azienda.

Insomma la tesi «del missile sparato da aereo ignoto», quale causa dell’abbattimento del DC9 Itavia caduto al largo di Ustica il 27 giugno 1980, risulta «oramai consacrata» anche «nella giurisprudenza» della Cassazione. Ad avviso dei supremi giudici, comunque, dal momento che è accertato il depistaggio delle indagini da parte di ufficiali dell’Aeronautica diventa anche «irrilevante ricercare la causa effettiva del disastro», e questo «nonostante la tesi del missile sparato da aereo ignoto, la cui presenza sulla rotta del velivolo Itavia non era stata impedita dai ministeri della Difesa e dei Trasporti, risulti ormai consacrata pure nella giurisprudenza di questa Corte». Si sa, quindi, che ad abbattere l’aereo fu un missile, ma non si sa – dopo trentatré anni – chi lo sparò né ancora i nomi dei mandanti e di chi ha alzato il “muro di gomma” denunciato ancora una volta su Barbadillo da Andrea Purgatori su una delle vicende più controverse della storia recente italiana.

@barbadilloit

Di Redazione

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