0

Premier. “No more dirty knees for Sunderland”: Di Canio esonerato

Pubblicato il 23 settembre 2013 da Giovanni Vasso
Categorie : Pallone mon amour

di canio intervistaPaolo Di Canio non è più l’allenatore del Sunderland. Il patron Ellis Short, nella serata di domenica, ha ufficializzato il benservito all’ormai ex tecnico delle Linci.

Il suo successore, almeno per il momento sarà Kevin Ball meglio noto come l’ “Ascia” e bandiera della squadra degli anni ‘90, in attesa del prossimo titolare della scottante panchina biancorossa.

Un comunicato asciutto e senza fronzoli, appena sette righe, per salutare l’ex punta del West Ham che, ad inizio campionato, avrebbe dovuto garantire una “Nuova Alba” al Sunderland: “Il club conferma di aver interrotto il rapporto con l’allenatore Paolo Di Canio. La squadra sarà affidata a Kevin Ball per la partita di martedì contro il Peterborough in attesa dell’annuncio del nuovo tecnico. Formuliamo a Di Canio ed al suo staff i migliori auguri per il prossimo futuro”.

safc tifo disperatoDietro l’esonero di Paolo Di Canio c’è un giallo. Sì, perché a Sunderland i tifosi lo dicono apertamente, la stampa lo lascia intravedere: il tecnico romano ‘paga’ il fatto che lo spogliatoio si sia unito contro di lui dopo la strigliata pubblica al termine della sciagurata sconfitta contro il neopromosso Crystal Palace a Londra. E la società sarebbe intervenuta per cercare di risolvere la situazione e tra i calciatori delusi, arrabbiati e praticamente sull’orlo dell’ammutinamento ed il tecnico che sarebbe rimasto solo ed inascoltato, Short ed i suoi dirigenti hanno scelto “ovviamente” di tagliare una sola testa, quella di Di Canio. Però è stato sicuramente un errore. Non tanto per il fatto che “Paulo” avrebbe potuto contare su un credito di gratitudine dopo la clamorosa salvezza dell’anno scorso (ma si sa che la gratitudine è il sentimento del giorno prima…) quanto perché la società ha speso fior di sterline per acquistare ben 14 giocatori nuovi. Una rivoluzione, quella che aveva intenzione di fare Di Canio, che è dunque rimasta monca.

Dalla parte di Di Canio rimangono i tifosi del Sunderland. Nel Nord dell’Inghilterra ci si chiede che senso mai possa avere investire così tanto se poi al tessitore della “nuova alba” non dai che cinque, misere, giornate di tempo?

L’allenatore italiano ha lasciato un segno forte tra i sostenitori delle Linci d’Inghilterra e l’addio al tecnico romano ha causato anche forti malumori nei confronti degli stessi calciatori che si sarebbero ammutinati contro Pdc. C’è chi rimpiange il calcio dei bei tempi andati (“Ormai devi piacere ai giocatori per allenare, siamo nel 2013 fossimo stati negli anni ’70”) e c’è chi bacchetta pesantemente la società (“E’ follia comprare quattordici giocatori nuovi e non dare tempo all’allenatore”). Il legame con “Paulo” è inconfessabilmente ‘tradito’ dal coro unanime: “Adesso dateci Roberto Di Matteo”. L’ex tecnico del Chelsea ‘continentale’ è infatti in cima alla lista stilata dai sostenitori per sostituire Di Canio.

di canio dirty kneesA Sunderland è dunque finita troppo presto una favola che poteva essere molto bella. Inutile recriminare, non c’è altro da fare che andare avanti. L’unica cosa che non si interromperà così facilmente sarà la perenne luna di miele tra tifosi e (ex) mister che appena seduto sulla panca più rovente d’Inghilterra con una squadra indolente e già mentalmente retrocessa seppe sbancare nel super-derby contro gli odiati ‘cugini’ bianconeri del Newcastle. Tre a zero, allora, e iniziò l’amore. Tre a zero adesso, ma subito contro il Wba, Di Canio a casa ma l’amore, a quanto pare, non può finire a colpi di comunicati della dirigenza.

C’è chi la prende con amara ironia: “My mum is now pleased, no more dirty knees for me”… 

Di Giovanni Vasso

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>