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Telenovela Inter. Thohir scucirà quasi 300 milioni, Moratti: “Non sarò il presidente”

Pubblicato il 20 settembre 2013 da Bruce Grobbelaar
Categorie : Sport/identità/passioni

thohirThohir, ormai è fatta ma la firma ancora non c’è. La telenovela interista prosegue e si arricchisce di quello che pare l’ultimo capitolo della saga indo-meneghina dell’estate interista: Massimo Moratti annuncia che non sarà più il presidente della squadra nerazzurra. Finirà, con lui, un modo di fare calcio al limite del folle, fatto di acquisti multimilionari tanti campioni e troppi bidoni? Solo il tempo potrà dirlo, intanto accontentiamoci dell’accordo di Londra.

Sì, perché la trattativa intercontinentale per il pacchetto di maggioranza del club ambrosiano si svolge su un asse a dir poco planetario che ha trovato il suo centro di gravità permanente nella capitale del Regno Unito. Qui, stando a quanto è stato comunicato all’esito dell’incontro al vertice, Thohir si è assicurato una percentuale delle quote societarie che oscilla tra il 65% ed il 70%. Troppo perché Massimo Moratti rimanga presidente. Potrebbe farlo, sì, ma rimarrebbe una figura puramente onoraria priva di un reale potere decisionale ed operativo. Perciò pare che sia stata già trovava la strategia per un’uscita morbida della famiglia Moratti dal cda interista: due-tre anni di affiancamento a Thohir e poi via dal sogno nerazzurro.

Costo dell’operazione oscilla tra i 200 ed i 300 milioni di euro, mica noccioline. Troppi soldi perché Thohir accetti di recitare il ruolo dello zio d’Indonesia senza mettere becco negli affari della società.

E poi le idee del magnate asiatico e del petroliere milanese sulle strategie future della squadra sono diametralmente opposte. Moratti si è affidato ad un artigiano del calcio caparbio e tosto che risponde al nome di Walter Mazzarri: gli ha affidato una truppa di giovani e vecchietti da rilanciare e il tecnico ex Napoli è già riuscito nell’impresa di costringere al pari la Juve dei cannibali di Antonio Conte. Thohir, invece, pare soffrire della megalomania comune a tutti i neofiti del football: vuole grandi nomi, chiede i flash dei fotografi, i taccuini dei giornalisti, le telecamere, l’attenzione mediatica che solo i top player (ma non erano meglio i fuoriclasse?) possono regalare.

Insomma, se Moratti c’ha messo diciotto anni per capire che si vince solo se si ha un progetto e non solo spendendo milioni su milioni, l’indonesiano Thohir pare non aver ancora assimilato la lezione. Ma, ovviamente, sarà solo il tempo a dirci quale sarà il destino dell’Inter.

Di Bruce Grobbelaar

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