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Esteri. Vladimir Putin la Siria e il nuovo dialogo dello zar con gli americani

Pubblicato il 18 settembre 2013 da Alfonso Piscitelli
Categorie : Esteri

putin“Il Foglio” non ama Vladimir Putin ma prende atto che il presidente russo è l’uomo del momento. “Putin interviene all’ultimo momento e ferma le operazioni militari americane contro la Siria – scrive Il Foglio – Putin allunga la vita del suo alleato a Damasco. Putin si schiera a difesa della prevalenza della diplomazia sulla guerra, della legge internazionale e del prestigio delle Nazioni Unite. Putin, Putin, Putin”. Le perline dei successi diplomatici vanno a formare una collana abbastanza lunga. E potremmo aggiungerne altre: l’aver compattato un vasto fronte che coinvolge tutte le grandi potenze emergenti (la Cina, il Brasile, l’India); l’aver attratto sulla propria posizione l’Italia e la Germania; l’aver incassato al glorioso parlamento inglese la sconfitta della mozione interventista del governo.

Ma forse c’è un successo ancora più importante, che il giornalista del “Foglio” implicitamente riconosce. Scrive ancora il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara: “Putin ha pubblicato sul New York Times un editoriale “per parlare direttamente ai cittadini americani e ai loro leader politici” – e quindi si rivolge al Congresso, non a Obama”. Ma è stato atto pretenzioso il voler scavalcare le élite americane e rivolgersi direttamente al popolo? No, c’è un sondaggio clamoroso che dice: il 65% dei cittadini statunitensi sono fermamente contrari all’intervento in Siria. Tradotto in termini semplicistici: la stragrande maggioranza degli Americani preferisce la linea-Putin a quella dettata dalle élite che governano la Superpotenza d’Occidente.

È un fatto nuovo, senza precedenti. Mai durante la guerra fredda il popolo americano era stato in sintonia con la tesi del leader del blocco contrapposto; e ancora all’indomani dell’11 settembre la maggioranza dei cittadini USA approvava la linea interventista sull’Afghanistan e sull’Irak. Oggi il vento è completamente cambiato e la linea Putin in questo ballottaggio mondiale tra pace-e-guerra prevale sulla linea interventista alla quale il presidente Obama presta la faccia (e forse non il cuore). E per questo Putin può improvvisarsi brillante columnist del New York Times…

L’articolo del Foglio si conclude così: “Nell’ultimo paragrafo il presidente russo contesta “l’eccezionalismo americano”. L’America non è eccezionale, scrive Putin, è una nazione tra le altre perché è necessario ricordare che “tutti gli uomini sono stati creati uguali”; (citazione della Dichiarazione d’indipendenza americana).

@barbadilloit

Di Alfonso Piscitelli

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