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Politica. Se il “dito medio” non è più punk ma segno di disciplina nei partiti

Pubblicato il 17 settembre 2013 da Antonio Rapisarda
Categorie : Politica

ditomedioIl dito medio è l’ultima trovata di una politica italiana alla perenne scoperta del simbolico. Che sia l’indice – come richiesto dall’ex spin doctor di Bersani Miguel Gotor – o proprio il dito più lungo della mano come chiedono i grillini il senso non cambia. Gesto punk, ribellistico per eccellenza, stavolta potrebbe significare invece il più conformista degli obblighi: la fedeltà alla linea di partito.

Mettere il dito medio dentro il comando che attiva il voto: questa la richiesta di chi vorrebbe dimostrato a vista che nessuno dei propri salverà Silvio Berlusconi dall’espulsione dal Senato. Già, hanno paura i partiti che maggiormente avversano l’ex premier. Paura di non poter controllare l’irrefrenabile e trasversale istinto all’autoconservazione di una classe politica figlia di una pessima legge elettorale. E paura di tranelli che qualcuno (il M5S) potrebbe attuare (votando “in segreto” contro l’espulsione) per poi accusare l’altro (il Pd) di aver salvato il Cavaliere.

In ogni caso, l’espediente del dito medio certifica la fragilità di partiti composti sì da rappresentanti slegati dal consenso ma che hanno dalla loro un appiglio che potrebbe fargliela fare franca un’altra volta ai tanti peones. Si tratta della nuova ideologia di questa fase iniziale di Terza repubblica sancita da Giorgio Napolitano: quella “stabilità” che sta depotenziando la capacità della politica di determinare l’indirizzo di un Paese. Lo stesso Silvio Berlusconi, infatti, sa bene che esiste una pattuglia all’interno del centrodestra pronta a saltare il fosso per abbracciare la “responsabilità” di turno: la nemesi.

Di questo meccanismo potrebbe essere vittima anche l’unico partito “forte”, ossia il Pd. La dimostrazione si è già avuta con la mancata elezione di Romano Prodi al Quirinale a causa di 101 franchi tiratori: “caso” che ha dimostrato come anche il partito delle primarie non sia immune dal richiamo della preservazione. Ecco perché utilizzare proprio il dito medio potrebbe diventare l’ultima disperata trovata da parte di Pd e grillini per scongiurare la sopravvivenza di Berlusconi: un gesto di disciplina questa volta, altro che ribellione.

@rapisardant

Di Antonio Rapisarda

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