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#Atreju. Facci vs Travaglio: ecco i verbali del processo alla giustizia

Pubblicato il 13 settembre 2013 da Pietro Forestiere
Categorie : Cronache Politica

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Barbadillo propone il “verbale” del processo alla giustizia avvenuto nella cornice di Atreju.

L’ACCUSA DI FILIPPO FACCI

Giudico personalmente Marco Travaglio una persona dotata di idee costretto talvolta a farne propaganda, anche se una propaganda di idee. Premessa buonista e un po’ paracula.

Requisitoria.

1. Chiedo archiviazione per le accuse di supplenza nei confronti della politica che muovono contro la magistratura. Esiste una latitanza autentica della politica, spazio che la magistratura ha quasi fisiologicamente occupato. Ma corti e organismi non democraticamente eletti hanno ecceduto.

2. Accuso certa magistratura di aver stravolto a colpi di sentenze la ratio del codice dell’89. Rilevo l’abuso di carcerazione preventiva, sfruttando anche gli umori dell’opinioni pubblica e la complicità della politica con la legislazione d’emergenza.

3. Accuso magistratura ed avvocatura di essere corresponsabili al prolungamento dei tempi della giustizia, causa di mancati investimenti nel Paese.

4. Accuso magistratura e giornalisti di diffondere determinate carte giudiziarie anche per fini ’istruttori’

5. Accuso la magistratura di essere casta. Una casta che affronta 9 gradi di giudizio nei casi in cui gli venga contestata la responsabilità civile. Non è possibile conoscere nomi e sanzioni dei magistrati ad opera del CSM, per la legge sulla privacy.

6. Berlusconi per liberali e garantisti è stato un mezzo, non un fine, per traghettare nella Seconda Repubblica una riforma che riguardasse la magistratura. In Italia è cambiato tutto, tranne forse la Rai e l’assetto della magistratura.

L’unico partito a cui abbia aderito è il partito radicale e raccoglievo le firme sui referendum, che dopo 20 anni raccoglie per strada Berlusconi. Segno del suo fallimento.

7. La magistratura italiana è la più indipendente del mondo occidentale, ma ogni magistrato perde la sua indipendenza quando si parla del suo riassetto.

LA DIFESA DI MARCO TRAVAGLIO

Mai sognato di difendere la magistratura intesa come insieme di 9.000 persone che esercitano la funzione giudiziaria. Faccio il nome e cognome e se sbaglio faccio ammenda. I politici si coprono in Parlamento, i magistrati quando trovano un collega che ruba lo ficcano dentro. Tutti i partiti hanno cercato di utilizzare dei magistrati che evidentemente si erano resi celebri per qualcosa, per portare consenso. Non mi scandalizzo, in Italia i diritti politici si vorrebbero togliere ai magistrati, negli altri Paesi ai pregiudicati. Vorrei più guardie vista la presenza di ladri in Parlamento, almeno per controbilanciare. Bisogna distinguere tra giustizia e magistratura. In 20 anni la politica ha riformato la giustizia 110 volte, per renderla più veloce, rendendola in realtà più inefficiente. I politici ci sono o ci fanno? Credo che abbiano programmato di devastare e sfasciare la giustizia. Nei Paesi normali delinquono i poveracci. Da noi il maggiore tasso di devianza criminale si annida tra le classi dirigenti. Da noi rubano i ricchi, in particolare la classe imprenditoriale. I grandi manager nelle prime file di Confindustria sono tutti almeno indagati.

Non ho mai visto campagne di stampa contro magistrati poltroni. Ci sono sacche di fancazzismo che fanno paura. Ma ho sempre visto accusare magistrati che lavorano troppo nei confronti di politici, imprenditori, banchieri e finanzieri.

Un magistrato, se vuole evitare che i propri figli leggano sui giornali che il loro padre è un golpista, evitano l’uomo di potere e indagano in periferia. Ma a volte si trovano il morto in casa. Come nel caso dell’indagine di turno a carico del pusher del politico.

Vaclav Havel diceva che “La giustizia è il potere dei senza potere”.

Bisognerebbe obbligare il magistrato a fare sia il PM che il giudice, proprio per assorbire entrambe le culture, altro che separazione delle carriere! Come Falcone e Borsellino, sia giudici istruttori e pubblici ministeri. La riforma della giustizia è quella che prenda tutto quello che è stato fatto negli ultimi 20 anni e lo butti nel cesso, lasci perdere le leggi ad personam e inizi a fare leggi ad personas. Bisognerebbe fare un codice penale e di procedura penale partendo dalle vittime dell’ingiustizia. Deflazionare, disincentivare il contenzioso, con sanzioni. Reformatio in peius per evitare appelli pretestuosi. Si aboliscano i politici nel CSM, si colpiscano più duramente gli illeciti disciplinari. Basta con questa scemenza del finto segreto istruttorio, con l’obbligo per i giornalisti di riassumere il dialogo tra un politico e un mafioso. Si dovrebbero poter pubblicare gli atti integralmente.

Di Pietro Forestiere

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